Lineapelle, bene i prodotti tecnici innovativi

Si conferma specchio del mercato a monte dell’industria della moda l’edizione di Lineapelle in programma fino a domani a Bologna, con 1.401 espositori, di cui 617 concerie, 573 produttori di componenti e 155 di materiali sintetici che presentano i campionari per l’autunno/inverno 2006-2007 su una superficie di 49.605 metri quadrati netti.
Nella prima giornata di business, quella di ieri, hanno ricevuto grande attenzioneda parte dei buyer le aziende che propongono articoli fashion o tecnici innovativi (meglio se sulla fascia alta del mercato) per calzatura, pelletteria, abbigliamento o arredamento.
Meno successo hanno avuto invece quelli che sono posizionati su prodotti standard: in particolare, sono i fabbricanti di suole e tomaie a scontare la contrazione di domanda dell’industria calzaturiera europea.
Le tendenze moda per il prossimo invernale si fondano su quattro punti chiave individuati dall’èquipe di esperti di Lineapelle: il ritorno alle certezze, con il recupero della natura, della terra e delle tradizioni; il ritorno alla spiritualità, all’insegna della religione e dell’emozionalità; la qualità della vita, incentrata su piacere, benessere, ma anche sul consumo cosciente; e infine friendly, cioè costruzione e decostruzione, differenziazione e intimità.
Tra i seminari organizzati dalla fiera nelle tre giornate bolognesi spiccano una serie di incontri sulle qualità e le potenzialità tecniche della pelle, nonché sulla sua valenza sociologica e simbolica nell’utilizzo all’interno di capi di abbigliamento e accessori moda. Oggi è invece in programma un meeting sulle problematiche doganali nella movimentazione internazionale di calzature.
Come avviene da quasi un decennio, in concomitanza con Lineapelle si svolge nel quartiere fieristico di Bologna anche Tanning Tech, la rassegna di macchinari e prodotti chimici per l’industria conciaria: 217 espositori da 19 Paesi su 11.500 metri quadrati netti.
Ma quest’anno si fa notare l’assenza delle principali multinazionali della chimica, che evidentemente ritengono il mercato europeo e mediterraneo della concia meno appetibile rispetto a quello asiatico e sudamericano.
a.m.
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