Lineapiù lancia la giovane Naira Khachatryan e collabora con Edun

Lancio per la prima collezione della stilista Naira Khachatryan, armena di nascita e moscovita di formazione, realizzata con il Gruppo Lineapiù e presentata oggi a Pitti Filati. L’azienda di Capalle (Firenze) si impegna inoltre con Edun, il marchio equo-solidale di Bono Vox e della moglie, non solo per mettere a punto un filato in cotone organico "made in Uganda", ma anche per avviare più ampi processi produttivi in loco.
Giuliano Coppini, patron di Lineapiù, si fa portavoce di un nuovo alfabeto della maglieria, esplorando da 30 anni le avanguardie stilistiche e la ricerca sui materiali innovativi, forte della qualità, della bellezza intrinseca e del know how made in Italy.
La collezione realizzata insieme a Naira Khachatryan si ispira ai temi del movimento futurista, grazie a un’apparente semplicità e a forme geometriche racchiuse nell’elemento simbolico del caleidoscopio: una visione del filato in perenne movimento, per interpretare le trasformazioni della vita dell’uomo odierno. Un tripudio di stimoli colorati che esaltano la verve creativa dei fili fantasia. Con il 2009/2010 nasce Elk, coloratissimo e super-sofisticato yarn di lana e viscosa che sembra un vello animale dégradé, mentre lo scivoloso Lizard alterna lana e mohair. Quest’ultimo materiale diventa una romantica e impalpabile nuvola per la garza evanescente, mischiata a cachemire, che dà vita al filato Cliquot.
La collaborazione di Lineapiù con Edun, marchio internazionale voluto da Bono Vox e dalla moglie Ali Hewson, ha invece l’obiettivo di far uscire le popolazione dell’Africa sub-sahariana dal livello di mera sopravvivenza. “L’industria della moda è il veicolo migliore per questo discorso, perché dà lavoro alle donne, categoria particolarmente svantaggiata in questi territori ed è anche un forte traino per il marketing” spiega Christian Kenp Griffin, presidente di Edun, che in collaborazione con Giuliano Coppini sta impiantando un’intera filiera per la produzione del cotone organico, dove l’estro italiano servirà a realizzare “in loco” filati, tessuti e capi ultra-fashion, aiutando i meno fortunati ad uscire dal tunnel dell’indigenza. Coppini, dal canto suo, ricorda che già in passato Lineapiù ha presentato articoli provenienti da coltivazioni biologiche, nel rispetto del disciplinare G.O.T.S. (Global Organic Textile Standard), certificato da I.C.E.A..
l.b.
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