Londra: dettaglianti penalizzati dalla "congestion charge"

Il pedaggio introdotto lo scorso anno per chi entra in macchina nel centro di Londra, chiamato "congestion charge", costerebbe molto caro ai negozianti della capitale. Lo rivela un articolo del quotidiano Evening Standard.
Secondo l’Evening Standard, da quando la “congestion charge” è entrata in vigore nel febbraio 2003, la riduzione delle vendite nei negozi delle high street è stata nell’ordine di 300 milioni di sterline, ossia 450 milioni di euro.
Del resto, il gruppo John Lewis Partnership plc. - cui fa capo la catena di supermercati e department store Waitrose - ha commissionato uno studio relativo alle ripercussioni della tassa (che costa a ogni automobilista 5 sterline) sull’andamento del proprio business: risultato, le vendite nel flagship store di Oxford Street si sono ridimensionate del 5,5% da febbraio dello scorso anno a oggi.
L’Imperial College London, che ha condotto l’analisi, ha rilevato anche che la frequenza di visitatori nel negozio di Oxford Street è scesa dell’8,1% e che, sempre in seguito alla “congestion charge”, le vendite nei sei shop londinesi del gruppo John Lewis hanno incassato un –8,2%.
La London Chamber of Commerce è giunta a conclusioni analoghe: ha infatti rilevato che il 42% dei retailer della capitale britannica hanno accusato una riduzione nel volume di affari e la imputano alla “congestion charge”.
Stuart Hampson, chairman della John Lewis, ha esortato il sindaco di Londra, Ken Livingstone, ad abbandonare il proposito di estendere il pedaggio alla parte Ovest della metropoli, anch’essa meta prediletta da turisti e uomini d’affari.
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