Loro Piana acquista attraverso la controllata peruviana una mega-riserva per le vicuñe

Annunciata oggi a Villa Medici, nella capitale, un'iniziativa di Loro Piana, storica azienda del tessile-abbigliamento italiano di alta gamma, in difesa della vicuña, animale raro da cui si ricava l'omonima e pregiatissima fibra. Attualmente gli esemplari sono 150 mila. "Ma il nostro sogno è riportarli a un milione", confidano Sergio e Pier Luigi Loro Piana.
Era chiamata la Fibra degli dei, è la più preziosa e rara del mondo e sta conoscendo una rinascita grazie a Loro Piana. La vicuña viene da deliziosi animali che proliferavano sulle Ande: ai tempi degli Incas, che li consideravano sacri, raggiungevano il milione di esemplari. I conquistadores li cacciarono, in seguito vennero le decimazioni dei bracconieri, se ne contarono sempre meno fino che si ridussero negli anni 60 a soli 5 mila esemplari. Poi sono arrivati i Loro Piana e le vicuñe sono tornate a pascolare numerose sulla catena andina, tanto che oggi i capi sono 150 mila. "Il sogno è portarli di nuovo a un milione", hanno detto oggi in una conferenza stampa a Villa Medici Sergio e Pier Luigi Loro Piana, amministratori delegati dell'azienda che porta il loro nome, e hanno annunciato l’acquisto, attraverso la loro controllata peruviana, di una proprietà di oltre 2 mila ettari.
Le vicuñe vivranno lì, a un'altezza di 4 mila metri circa, nel loro habitat naturale: saranno osservate, studiate e si moltiplicheranno. La riserva, nella regione di Lucanas, è intitolata a Franco Loro Piana, padre di Sergio e di Pier Luigi, e costituirà un vero modello per chi vorrà fare altrettanto.
Considerate a rischio di estinzione, le vicuñe sono state protette dal governo, tanto che nel 1976 è stato proibito del tutto il commercio della fibra. Nel 1994 Loro Piana si è aggiudicato un concorso e ha costituito un consorzio, con il governo peruviano, che ha curato il salvataggio della specie e in seguito ha reintrodotto la commercializzazione della fibra attraverso tose controllate.
Ora il mercato è tornato libero. Un etto della migliore vicuña costa 1.200 dollari contro un etto del miglior cashmere che ne costa 120: a capo fatto il rapporto è sei a uno. Dalle tose si ricava ancora così poca fibra, che è possibile realizzare solo circa 500 cappotti l’anno.
Occorre un ettaro di pascolo per ogni vicuna, il totale annuo di fibra grezza non arriva a 5 mila kg contro i 10 milioni di chili di cahmere e i 500 milioni di chili di lana. In mostra a Villa Medici c’erano splendidi giacconi, sciarpe, scialli, abiti che pochi possono permettersi, ma che hanno contribuito alla tutela di un pregiato animale e a migliorare la vita dei campesiños che ne traggono lavoro.
L'azienda piemontese è inoltre protagonista in questi giorni, sempre nella capitale, in occasione del Gran Premio Loro Piana-Città di Roma, 76esimo concorso ippico internazionale di Piazza di Siena, che si concluderà dopodomani.
p.p.
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