Louis Vuitton in espansione sui mercati consolidati e in avanscoperta tra Russia e Cina

Forte di una crescita dei ricavi trimestrali a cifra doppia, Louis Vuitton non arresta l'espansione retail. Circa una trentina gli opening complessivi previsti per l'intero 2009: non ultimo quello di Padova, che apre al pubblico domani. "E in ottobre saremo il primo marchio del lusso a varcare le frontiere della Mongolia", ha preannunciato Pietro Beccari, vice presidente marketing e comunicazione della griffe francese.
Una scelta coraggiosa, “per sentire l'aria che tira”, quella dell'azienda del lusso, da sempre pioniera su diversi fronti, non solo quello distributivo (le molteplici liaison con l'arte e l'impegno nella responsabilità ambientale e nello sviluppo sostenibile, per citarne alcuni). Con l'opening di Ulan Bator, capitale della Mongolia, saliranno a 62 i Paesi in cui la griffe sarà presente, mentre il numero di monomarca all'attivo ha già superato quota 430 (non è mai esistito, per una rigorosa regola aziendale, un mercato wholesale Louis Vuitton).
Anche se il progetto Ginza in dicembre è saltato - non per la crisi, ma per una mancata intesa tra le parti in causa, come è stato chiarito ieri alla presentazione dello store di Padova - le nuove aperture quest'anno non escludono mercati critici ma di riferimento, come il Giappone (Kashiwa, tra le più recenti) e gli Usa (Las Vegas per fine anno, per un totale di otto-nove inaugurazioni nel 2009).
“In Cina, dove la maison è arrivata nel 1992, dovrebbero salire a quota 30 gli spazi totali all'attivo”, ha affermato, segnalando che la clientela cinese è quella che sta crescendo più velocemente.
“Abbiamo una strategia e cerchiamo di seguirla anche nei periodi di crisi - ha spiegato Beccari -. La nostra dimensione ci permette di non badare alla congiuntura. Magari ridurremo il numero degli eventi, sempre più ad alto impatto, ma continueremo a sorprendere con nuovi negozi”.
Quello di Piazza Garibaldi a Padova - scelto anche per la forte domanda locale emersa dalle vendite online, possibili in Italia dallo scorso settembre - non è semplicemente il 18esimo punto vendita italiano (il numero 19 sarà un flagship store di 1.500 metri quadri l'anno prossimo a Roma, nello Spazio Etoile di piazza San Lorenzo in Lucina). E non è un caso che presenti al suo interno, a differenza di altre boutique nel mondo, una delle più ampie sezioni dedicate alle scarpe made in Italy. Come ha detto Beccari, consolida il forte legame del gruppo d'Oltralpe con il territorio veneto, dove da poche settimane è attiva una nuova struttura produttiva a Fiesso d'Artico (Ve): 17mila metri quadrati (su una superficie totale di 35mila) interamente dedicati alle calzature, che affianca quella già in essere da tempo nella stessa zona, ristrutturata nel 2005, e che si aggiunge all'atelier di Vigonovo (Ve). Si tratta di un riconoscimento al savoir faire italiano che si concretizzerà, tra l'altro, con l'assunzione di 75 nuovi addetti entro 12 mesi.
e.f.
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