Louis Vuitton scommette ancora sugli Stati Uniti

Nonostante la crisi, la griffe del lusso Louis Vuitton non fa marcia indietro negli Usa, considerati un mercato dove il business è ancora "solido". Anzi, ha deciso di esplorare altre piazze, con quattro nuovi opening entro la fine dell'anno, che porteranno il numero degli store statunitensi a quota 130. Intanto gli analisti rivedono al ribasso le loro previsioni sul titolo della casa madre, Lvmh.
Come emerge da wwd.com, lo scorso mese Louis Vuitton ha inaugurato uno spazio nella turistica Charleston, in South Carolina, concepito quasi come un appartamento, che evidenzia molte similitudini con la boutique di Tokyo Nihonbashi. All'inizio di ottobre ha aperto anche presso lo shopping center La Cumbre Plaza, nella città californiana di Santa Barbara. A metà novembre dovrebbe invece avviare un negozio al Westfarms Mall di Farmington, vicino ad Hartford, nel Connecticut, che raggiunge per la prima volta. Più avanti nel mese sarà infine la volta di Roseville, vicino a Sacramento, in California. Altri opening sono poi in programma per il prossimo anno, anche se non sono ancora state rivelate le località.
Mentre si attende che la scommessa americana sortisca i suoi effetti positivi sui numeri della controllante Lvmh, oggi gli analisti di Crédit Suisse hanno deciso di ridurre le stime di utile del gruppo per il 2009 e 2010 rispettivamente dell'8% e del 14%, sulla scia del peggioramento dello scenario macroeconomico globale. Il prezzo obiettivo fissato per il titolo Lvmh è stato rivisto da 84 a 74 euro (il prezzo delle azioni oggi, mentre la Borsa di Parigi si avvia alla chiusura, è invece di 48,3 euro).
e.f.
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