Louis Vuitton: un global store nel China World di Pechino

Un anno dopo avere aperto la sua "Maison" a Shanghai, Louis Vuitton ha inaugurato nei giorni scorsi, all’interno del China World di Pechino, un "global store" (con una superficie di vendita di 878 metri quadri su due piani) dove, per la prima volta, sono in vendita tutti i prodotti della marca senza eccezioni.
I prezzi più bassi per una borsa si aggirano intorno ai 1.600 yuan (160 euro), una somma considerevole per le tasche cinesi. "Questa nuova ‘Casa Vuitton’ ribadisce la nostra ambizione di sviluppare il marchio nella Repubblica Popolare - ha ricordato Bernard Arnault, presidente di Lvmh, nel corso dell’inaugurazione -. La clientela cinese dimostra sempre più interesse per i nostri prodotti. Siamo dunque fieri di rafforzare la nostra presenza a Pechino, dove Louis Vuitton ha dato inizio al suo percorso in Cina".
Inaugurato nel 1992, il primo negozio aveva fatto di Vuitton uno dei pionieri nella “conquista” del grande Paese da parte del lusso francese. Oggi, le boutique della griffe in questo territorio sono dodici. Ma il gruppo non intende fermarsi qui: ha in programma di inaugurare almeno tre boutique l’anno entro i prossimi cinque anni nelle più grandi città cinesi (che non sono obbligatoriamente le più conosciute dai turisti), scegliendo le location più prestigiose. "Anche se la Cina ha un livello di reddito ancora basso, la popolazione è molto numerosa e il tasso di crescita elevatissimo" ha sottolineato Arnault. Malgrado l’attenzione per il mercato cinese, il gruppo non intende delocalizzare in loco nessuna voce della sua produzione. Continuerà invece la battaglia contro le copie, passando per vie legali, quando necessario. Gli Usa e il Giappone restano comunque i primi clienti di Vuitton. La Cina occupa per ora il sesto posto.
g.p.
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