Lusso: gli scenari del 2010

"Nel 2010 per il settore lusso si attende un aumento del fatturato del 5%. L’ebitda è previsto in crescita del 17%, con un margine che dovrebbe passare dal 20 al 21%. L’utile netto salirà invece del 13%". Lo ha detto ieri Paola Durante, direttore divisione investment banking di Bank of America Merrill Lynch, presentando al Milano Fashion Global Summit le stime degli analisti sulle società quotate del comparto.
Grazie al fatto che le aziende hanno saputo lavorare per incrementare l’efficienza e contenere i costi, i dati saranno decisamente migliori di quelli di quest’anno - nei primi nove mesi il segmento luxury ha fatto registrare un -5% a livello di fatturato e un altro -5% per quanto riguarda l'ebitda - e anche di quelli del 2008, chiusosi con un aumento contenuto del turnover (+4%), controbilanciato però da una flessione dell'ebitda (-4%) e da un crollo dell'utile netto (-14%).
A livello di merceologie, i best performer sono stati i protagonisti del retail, la cui crescita nel 2009 è stimata attorno al 4%, e i produttori di accessori high end, i quali si prevede metteranno a segno per la fine di quest’anno un +5%. Stabile il casual (+1%).
In sofferenza, invece, l’abbigliamento di fascia alta, per il quale si annuncia un calo dei ricavi pari al 9%, e il segmento orologi e gioielli a -6%. Più contenuto l’arretramento del settore profumi e cosmetici (-1%).
Quanto alle aree geografiche, l'Asia è stata sicuramente il mercato trainante: secondo le stime degli analisti, dovrebbe essere cresciuta del 7% nel 2009.
Se molti imprenditori hanno sottolineato la progressiva affermazione dell’e-commerce, Pier Francesco Nervini, ceo di Global Refund, ha parlato di una sviluppo del mercato del tax free, che per l’anno in corso si avvicina al +2%: un settore da tenere in debita considerazione, visto che le proiezioni del Wto prevedono per il 2010 1.100 milioni di turisti, che arriveranno a 1.900 milioni nel 2030.
cmo.
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