Luxottica smentisce l'interesse per GrandVision e De Rigo

Luxottica nega categoricamente le notizie di stampa che in questi giorni la vedono interessata alle società GrandVision e De Rigo. La smentita, in una nota emessa ieri in serata, favorisce le performance del titolo dell'occhialeria a piazza Affari.
Come indicato dal comunicato di Luxottica, quindi, "non vi sono trattative in corso per l'acquisizione di tali società". Con un giro d'affari 2002 di 590 milioni di euro, GrandVision è un gruppo francese specializzato nello sviluppo e nella gestione di catene di negozi di ottica e laboratori fotografici. E' attivo principalmente in Francia (47%) e nel Regno Unito-Irlanda (40%), mentre in Italia è presente con 29 negozi, contraddistinti dalle insegne GrandOptical (15 punti vendita), Solaris (2) e Prima Vision (12). Quanto alla bellunese dell'eyeware De Rigo (fatturato 2002 a 512,6 milioni di euro), già ai primi di dicembre fashionmagazine.it aveva riportato un no comment dai vertici dei due gruppi, dopo le indiscrezioni di stampa che vedevano la società guidata da Leonardo Del Vecchio pronta a un'intesa con i fratelli De Rigo.
Con lo scadere della licenza per la produzione di occhiali griffati Giorgio Armani (lo stilista ora è passato alla concorrente Safilo), Luxottica ha recentemente firmato un accordo di licenza mondiale per il design, la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e da vista con i marchi Versace, Versus e Versace Sport. Nel 2002 il colosso degli occhiali ha raggiunto i 3.132,2 milioni di euro di fatturato (+2,2% rispetto al 2001), mentre l'utile netto si è portato a 372,1 milioni (+17,6%).
Nella seduta successiva alla smentita, GrandVision è scambiata a 15,30 euro per azione, in ribasso dell' 1,3% alla Borsa di Parigi, mentre il mercato attende per domani i dati di bilancio 2002. Dopo avere fatto chiarezza, Luxottica è invece premiata dal mercato e sale dell'1,3% a 10,9 euro. Per il responso dei mercati finanziari su De Rigo, quotata al Nyse, bisogna attendere l'apertura di Wall Street dove è trattata sopra i 3 dollari per azione.
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