Luxury Summit Sole 24 Ore: segnali di ripresa, ma il consumatore è completamente cambiato

Dal confronto annuale tra i protagonisti del settore del lusso promosso da Il Sole 24 Ore arrivano segnali positivi: il 2010 è partito meglio del previsto, ma le tensioni sui mercati e il cambiamento del consumatore richiedono strategie mirate e comportamenti più responsabili.
Un panel di relatori ricco e articolato, quello che il quotidiano milanese ha voluto riunire oggi nella sede di via Monte Rosa: imprenditori, consulenti, presidenti di associazioni, per suggerire quali strumenti sono necessari per anticipare le mosse del consumatore.
“Cambiano le regole del gioco - ha esordito Antonio Achille con la relazione di The Boston Consulting Group -. Il cliente ora si pone domande sul valore del brand, sul pricing, sull’assortimento“. Mentre sui mercati maturi - che peraltro, come ha precisato Mario Boselli, assorbono ancora il 93% dei prodotti del nostro sistema moda - c’è una certa ansia, nell’area Bric si avvertono un po’ di fiducia e di ottimismo.
“Siamo condannati ad andare in questi Paesi, senza però trascurare i mercati tradizionali, perché il grande business si fa ancora lì” ha affermato il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. Beppe Angiolini, alla guida della Camera dei Buyers, ha invocato un prezzo “intelligente” per prodotti capaci di emozionare e ha invitato a rallentare i ritmo delle collezioni: ”La corsa all’anticipo si traduce in una svendita continua e nella dilatazione del periodo dei saldi” ha affermato.
Le buone notizie arrivano da aziende come Kiton - “Un bellissimo inizio del 2010, anche nei Paesi europei, dove dobbiamo impegnarci per recuperare le quote perse” (Antonio De Matteis) -, da Chopard Italia - ”Abbiamo chiuso un giugno splendido, il migliore della nostra storia. I consumatori ci sono, magari non negli stessi mercati di ieri” (Davide Traxler) -, ma anche da La Prairie - ”Il nostro è un lusso necessario. Come proseguire? Continuando a fare meglio le cose che già stiamo facendo” (Peter Gladel) - e da un importante osservatorio come via Montenapoleone.
Infatti Guglielmo Miani ha parlato di occupancy in salita negli hotel cittadini del lusso: “Bisogna sensibilizzare i marchi e le istituzioni affinché via Montenapoleone diventi un appuntamento irrinunciabile per i turisti” ha sottolineato il neo-presidente dell’Associazione della via.
Umberto Angeloni ha messo in guardia: “I dati delle statistiche vanno dissezionati: la ricerca del nuovo consumatore è un’ossessione dei brand ma non da oggi, da sempre”. E ha citato l’esempio di Paesi come il Giappone, un tempo il più brandizzato del globo, che nel decennio tra il 1996 e il 2006 ha visto ridursi il mercato del lusso del 60%, con un calo costante dal 2007 a oggi.
“Ma non ci sarà un’altra curva, di segno contrario, che ci riporterà indietro - ha detto il fondatore del marchio esclusivo Uman -. Il nuovo consumatore c’è, va cercato, ma in fondo siamo noi”.
La giornata è proseguita con interventi che hanno parlato di e-commerce, di lusso & celebrity, del legame con la terra, di asset intangibili e di strategie preventive nella tutela dei beni di alta gamma.
t.m.
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