Lvmh: +30% l’utile netto del 2003

Louis Vuitton Moët Hennessy archivia il 2003 con un risultato netto a 723 milioni di euro, in rialzo del 30% rispetto al 2002. "Tutti i settori hanno contribuito a questa performance, con l’eccezione della divisione orologi e gioielli", spiega un comunicato. All’insegna dell’ottimismo l’outlook sul 2004.
Le vendite del colosso francese hanno subito una flessione del 6% a 11,96 miliardi di euro (+4% a tassi di cambio comparabili), mentre l’utile operativo si è attestato a 2,18 miliardi, in aumento del 9% rispetto al precedente esercizio. In corrispondenza di questa voce, soltanto la divisione “Montres & Joaillerie” ha riportato un risultato operativo negativo, pari a 48 milioni di euro. Per il 2004 è atteso tuttavia un miglioramento come risultato della strategia di riposizionamento e ristrutturazione dei brand in portafoglio (Tag Heuer, Zenith, Dior Montres, Chaumet, per citarne alcuni).
Quanto al comparto “Fashion e accessori in pelle” (1,3 miliardi di euro il risultato operativo, da quota 1,28 realizzata nel 2002), Lvmh fa sapere che Céline sta confermando il trend dinamico in atto e Fendi continua nel repositioning del marchio con una nuova strategia di marketing e il rafforzamento del network retail. In progresso inoltre Marc Jacobs, Pucci e Berluti, mentre per Donna Karan è stato approntato un nuovo management team. Il business legato alla griffe Louis Vuitton, inoltre, “resta con margini operativi a livelli record”.
“Le vendite dei primi due mesi del 2004 hanno confermato la tendenza positiva avviata dalla scorsa estate”, aggiungono dal gruppo del lusso, precisando che si tratta di una crescita del 7% a cambi comparabili e che la domanda risulta particolarmente elevata in Asia e Stati Uniti. L’obiettivo di Lvmh per il 2004 è un “tangibile” incremento del reddito operativo.
e.f.
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