Lvmh: i ricavi tengono grazie al business della moda

Lvmh chiude i primi nove mesi dell'esercizio con un fatturato di 11,9 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2008 (-6% a struttura e tassi comparabili). Il gruppo del lusso deve fare i conti con cali a doppia cifra nei settori vini e liquori nonché orologi e gioielli, ma l'area "mode et maroquinerie", trainata dalla griffe Louis Vuitton, segna un +7%.
A periodi comparabili, questo segmento, il principale per Lvmh con 4,5 miliardi di fatturato, ha registrato un +1%. Senza fornire valori precisi, il management parla di performance a cifra doppia per Louis Vuitton. Degli altri marchi in portafoglio si sa solo che al momento sono penalizzati dalle attività di destocking decise dai department store. In più il gruppo fa sapere che le collezioni per la primavera estate 2010 - in particolare Celine, sotto la nuova direzione creativa di Phoebe Philo - hanno ricevuto un'accoglienza eccellente.
Il business dei profumi e dei cosmetici ha accusato un -5% nei nove mesi. Peggio è andata per i vini e i liquori, che hanno segnato un -14%, e per gli orologi e i gioielli che hanno dovuto incassare un -19%. Il secondo ramo d'attività per volume d'affari, quello della distribuzione selettiva, ha invece beneficiato di un +5%.
Nel terzo trimestre Lvmh ha segnato un -3% nelle vendite (a periodi confrontabili), evidenziando tuttavia un miglioramento rispetto alla prima parte dell'anno. Nonostante la crisi ancora evidente in alcune aree del mondo, il gruppo d'Oltralpe si ripromette di “aggredire” i mercati con l'innovazione e nuovi investimenti nei mercati di riferimento.
e.f.
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