Lvmh: il caso Google va avanti

Nel contenzioso tra Lvmh e il motore di ricerca Google per il servizio AdWords, la Suprema Corte francese ha rimesso la questione alla Corte d'Appello di Parigi. Come emerge da un comunicato, il gruppo del lusso, che ha intentato causa per la griffe di proprietà Louis Vuitton, accoglie favorevolmente tale decisione.
“La Suprema Corte - spiegano dal colosso francese - reputa che Google possa essere giudicato nell'ambito della responsabilità civile. Per questo ha richiesto che sia la Corte d'Appello di Parigi a decidere su qualsiasi potenziale illecito commesso dal motore di ricerca a danno di Louis Vuitton”.
La decisione, vista da Lvmh in linea con quanto autorizzato dalla Corte Europea di Giustizia nella decisione del marzo scorso (vedi fashionmagazine.it del 23 marzo), “contribuisce a chiarire le regole applicabili al commercio elettronico per assicurare la maggior certezza del diritto, a vantaggio sia delle aziende, sia dei consumatori attivi online”.
AdWords, lo ricordiamo, è un servizio a pagamento di Google grazie al quale, digitando una parola “chiave” nel motore di ricerca compaiono, accanto ai risultati liberi, anche i siti di inserzionisti che hanno comprato il termine. L'effetto di questo meccanismo, che include anche marchi registrati, può essere quello di indirizzare l'utente verso siti web di commercianti non titolari del brand, che vendono merci estranee o contraffatte.
Quattro mesi fa, il giudizio della Corte di Giustizia europea, in Lussemburgo, era stato interpretato come una vittoria da entrambe le parti in causa. Il colosso di Internet, in particolare, non è risultato colpevole perché non a conoscenza dell'eventuale illegalità di alcuni clienti di AdWords. Il titolare del marchio, dunque, non può far valere nei confronti di Google il diritto esclusivo che egli trae dallo stesso, ma può agire in tal senso nei confronti degli inserzionisti.
e.f.
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