Lycra fiber moves: i trend del legwear, mentre il brand di Invista compie mezzo secolo

L'universo della calzetteria esaminato da più fronti, con l'intervento di esperti del settore, è stato il focus del convegno “Lycra fiber moves” concluso ieri a Verona. L'appuntamento, cui hanno partecipato importanti operatori del legwear, provenienti da 24 Paesi, è stato anche l'occasione per celebrare i 50 anni della fibra (nella foto, una proposta per la primavera-estate 2010) e per annunciare la sua più recente evoluzione: Lycra Fusion.
Si tratta di una tecnologia brevettata che è destinata a essere molto apprezzata dalle consumatrici: un'innovativa struttura a fibre “incrociate”, impedirà, infatti, ai collant di smagliarsi. Un primo test di mercato di Lycra Fushion, come hanno spiegato i manager di Invista, è in programma a breve in Spagna, presso la catena El Corte Inglés. In febbraio seguirà una fase di pre-selling nel mondo e nell'autunno 2010 il nuovo prodotto sarà a disposizione dei key brand.
La due giorni di Lycra fiber moves ha preso il via sotto i migliori auspici: Christian Etzensperger, economista di Credit Suisse, ha parlato di ripresa economica dal secondo trimestre 2009, guidata dai Paesi emergenti. Tuttavia, l'esperto ha prontamente segnalato gli ostacoli latenti, come la stagnazione indotta, tra le altre cause, da una nuova impennata dei prezzi del petrolio, da un dollaro più debole, e da un mercato azionario che potrebbe restare “senza fiato”.
Nel 2008 la domanda mondiale di fibre ha accusato un -4,1% (in volume), dopo il +3,4% dell'anno prima, come ha indicato David Hart, senior partner di Opus Business Consultants. Un primo recupero, dell'1,4%, si dovrebbe verificare l'anno prossimo e per il 2012 è atteso un +4,7%, ma senza raggiungere i livelli del 2007. Il nylon, in particolare, vedrà una stabilità dei volumi dal 2009 al 2012, ma successivamente sarà soggetto a un calo della domanda. Il poliestere, ancora poco utilizzato nella calzetteria ma meno costoso del nylon, potrebbe invece incrementare il proprio peso anche perché riciclabile (si può ottenere dalle bottiglie di plastica e può essere recuperato dagli abiti di seconda mano). Di certo il suo consumo sta aumentando nel mondo, a scapito del cotone, che comunque manterrà un ruolo di primo piano. Lo spandex, dopo la discesa di quest'anno, si riprenderà secondo Hart fino al 2015, anche grazie alle innumerevoli capacità di impiego (tra i campi anche quello sportivo, medico e dell'ergonomia).
Giovanni Fabiani, presidente del Centro Servizi Calza (il consorzio misto pubblico/privato del distretto mantovano della calzetteria), ha fatto il punto della situazione del legwear europeo. Basti il dato che negli ultimi 12 anni l'Europa ha perso il 50% delle quote di mercato in volumi, in linea con quanto avvenuto per Usa e Giappone. Con l'Ue allargata a 27 Paesi, e includendo aree come Medio Oriente e Nord Africa, si sono però aperti nuovi territori: si parla di 1,2 milioni di consumatori. L'Italia resta il produttore europeo più importante in termini di capacità di esportare (690 milioni di euro nel 2008, in crescita del 7,5% rispetto all'anno prima, su un fatturato complessivo di 1,11 miliardi di euro, a sua volta cresciuto del 3,7%). Tuttavia, se la quota mondiale era il 30% nel 1995, oggi si è ridotta al 23%, principalmente a causa della Cina.
Per restare competitivi non si possono trascurare i fenomeni sociali emergenti. Spunti di riflessione in tal senso sono stati forniti da Sharon Greene, managing director dell'istituto di ricerche di mercato Risc International e da David Shah editore, consulente ed esperto di design. Secondo Green non si può, per esempio, ignorare che la popolazione sta invecchiando, che il consumo è sempre più globale (con stessi simboli e stessi prodotti di successo ovunque) e che l'innovazione resterà uno dei driver di crescita più importanti, perché oggi il consumatore si crede leader, in grado di muoversi in autonomia e sempre più incentrato sullo sviluppo personale. Osservando i designer, Shah pronostica un futuro all'insegna della sobrietà e del minimalismo, senza loghi anche per il lusso, con il business che girerà principalmente intorno al consumatore-donna e dove il prodotto susciterà delle emozioni se farà leva sull'aspetto del gioco. “Pensate a ciò che è impensabile: fate salti in avanti di cinque scalini non di uno solo”, ha consigliato in chiusura agli imprenditori presenti.
e.f.
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