Made in: il punto della situazione ieri a Busto Arsizio

Si è svolto ieri a Busto Arsizio (Vr) il convegno “Made in, fare chiarezza sulla trasparenza”, indetto da Sistema Moda Italia e dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Presenti all’incontro, in cui si è parlato di tracciabilità ed etichettatura d’origine, i presidenti di Smi, Michele Tronconi, e di Univa, Michele Graglia, il viceministro allo sviluppo economico, Adolfo Urso e l’onorevole Marco Reguzzoni.
Oltre all’interesse strategico, a livello di sistema, di preservare l’integrità della filiera tessile, Graglia ha anche spiegato che l’obiettivo di una normativa sul ‘made in’ è da attuare “attraverso regole chiare ed efficaci”. “Guai se si ripetesse una vicenda - ha poi aggiunto - come quella della regolamentazione introdotta la scorsa estate con la cosiddetta ‘Legge Sviluppo’ (Vedi fashionmagazine.it del 31 agosto 2009), che subito ha creato problemi applicativi e che è stata abrogata dopo poco più di un mese, anche perché apparsa in potenziale contrasto con l’ordinamento comunitario”. “Il metodo da seguire - ha sottolineato - non può che essere quello del concerto tra tutti i soggetti interessati. Occorre pertanto un’azione diplomatica paziente e continuativa, nel solco di quanto sin qui fatto sia dal sistema di rappresentanza imprenditoriale - mi riferisco in particolare all’impegno portato avanti, con grande competenza, da Michele Tronconi (vedi anche fashionmagazine.it del 30 settembre 2009) -, sia dalla nostra rappresentanza politica, segnatamente dal viceministro Adolfo Urso”.
Lo stesso Tronconi, che insieme alla giunta di Smi ha espresso l’appoggio alla proposta di legge “Reguzzoni-Versace-Calearo” sulla tutela del made in Italy, ha parlato dell’importanza di “fare sistema”, ribadendo inoltre la necessità di pensare a una normativa coerente con le leggi comunitarie e rispettosa degli aspetti tecnici della questione.
“Forse oggi avremo maggiori chance rispetto al passato nel far passare questo regolamento sul ‘made in’ - ha affermato il viceministro allo sviluppo economico con delega alle attività produttive -. O ce la facciamo entro i prossimi mesi o è chiaro che dovremmo pensare a una normativa nazionale, che sia più confacente al nostro sistema produttivo e magari, chissà, anche in conflitto con l'Unione Europea”. Intanto il prossimo 20 ottobre è on schedule un incontro con il commissario europeo per il commercio internazionale, Catherine Ashton.
d.p.
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