Made in: si tratta per una versione più soft della normativa

Negoziato ancora in corso tra i rappresentanti del Governo e gli esponenti delle categorie del mondo produttivo sul provvedimento correttivo alla normativa sul Made in, introdotta a Ferragosto dalla legge 99/09. L’ipotesi al momento più accreditata è quella di proporre una versione edulcorata della stessa: a subire una sanzione (amministrativa e non penale) sarebbe l’uso di marchi che possano indurre nel consumatore l’erronea convinzione sulla reale provenienza della merce.
La nuova disciplina in fatto di etichettatura potrebbe essere inserita nel decreto legge Ronchi salva-infrazioni. Un simile meccanismo prenderebbe il posto della norma precedente, l’articolo 17, comma 4, della legge 99/09, che verrebbe in questo modo non congelato, ma eliminato completamente (vedi anche notizie di fashionmagazine.it del 10 settembre, 4 settembre e 31 agosto). L’iter necessario all’approvazione del dl sopra citato darebbe inoltre agio alle imprese di prepararsi al nuovo sistema.
Da più parti, infatti, era stata invocata la necessità di concedere un periodo di transizione. Lo stesso Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, ha espresso preoccupazione in tal senso.
Inoltre, l’inserimento nel decreto legge Ronchi salva-infrazioni, pur non configurando una notifica all’Unione europea in senso proprio, rappresenterebbe comunque un modo per segnalare alle Ue un provvedimento che incide in tema di libera circolazione delle merci.
e.a.
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