Made in: venerdì a Strasburgo sarà discusso il nuovo testo

Il vice ministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso, ha espresso un ringraziamento al commissario Ue al Commercio, Catherine Ashton, che su sollecitazione del Governo italiano ha presentato agli altri Paesi dell'Unione un nuovo testo del regolamento sull'etichettatura obbligatoria dei prodotti importati nell'Ue: la discussione è prevista in sede di Comitato tecnico 133 venerdì prossimo.
“Possiamo sicuramente affermare che questa è un giornata storica per il made in Italy, che finalmente potrà difendersi dalla concorrenza sleale e dalla contraffazione nel mercato europeo”, ha dichiarato Urso, aprendo i lavori del comitato “Made In”, composto da un centinaio di parlamentari europei di gran parte degli stati dell'Unione. Alla presenza dello stesso commissario Ashton e degli europarlamentari italiani di entrambi gli schieramenti, il vice ministro ha illustrato i dettagli tecnici del nuovo testo la cui ratio, ha spiegato, consiste nel facilitare una decisione consapevole da parte del consumatore e nel contempo contrastare un uso ingannevole e fraudolento delle indicazioni d'origine.
 Si tratta, in buona sostanza, di “dare un passaporto a tutte le merci che entrano nell'Unione Europea, al fine di consentire a tutti la facile identificazione sulla provenienza delle stesse”.
Il nuovo testo, secondo Urso, “è un successo per l’Italia poiché riguarda, quindi tutela, le produzioni di dieci settori strategici del nostro made in Italy (fra questi abbigliamento, calzature, pelletteria, mobili e gioielleria, ndr)”. Intervenendo in videoconferenza a Roma, all’incontro “Tutela e valorizzazione del made in Italy: trasparenza e competitività”, organizzato da Confindustria, l’esponente del Governo ha incassato il sostegno del presidente degli industriali italiani, Emma Marcegaglia (all’appuntamento erano presenti, fra gli altri, Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico e Michele Tronconi, presidente di Smi). Soddisfazione e appoggio ai lavori del comitato “Made In” e all’impegno di Urso sono arrivati da Camera Nazionale della Moda e da Anci, l’associazione nazionale dei calzaturifici guidata da Vito Artioli. Il quale, come presidente anche della Confederazione Europea dell’Industria della Calzatura (Cec), oggi ha pubblicato un appello sul Financial Times che sollecita una decisione, da parte della Commissione Europea, a favore delle misure antidumping sulle importazioni nella Ue di calzature in pelle provenienti da Cina e Vietnam (per le altre iniziative sugli strumenti antidumping e a favore dell’etichettatura d’origine del presidente di Anci e Cec, vedi anche fashionmagazine.it del 2 ottobre 2009).
d.p.
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