Maglieria esterna: una ricerca di Databank la vede in ripresa nel medio periodo

Il 2003 si sta mostrando come un periodo di transizione anche per la maglieria esterna, ma nel 2004 la produzione dovrebbe cominciare a crescere a ritmi sostenuti. Lo si evince da un report emesso dalla milanese Databank, dal quale emerge che quest’anno dovrebbe chiudersi con una crescita del 2-3% del valore della produzione sul mercato interno e uno spostamento dei consumi verso le fasce più economiche.
In base ai dati che relativi al 2002 il settore accorpa un migliaio di imprese (esclusi i terzisti), che occupano 35 mila addetti, per un valore della produzione di circa 7,2 miliardi di euro. Il tessuto industriale del comparto è estremamente polverizzato - osservano dalla società di ricerca - ma la concentrazione produttiva è in progressivo aumento e stanno diventando sempre più frequenti fusioni e acquisizioni: le imprese medio-grandi mirano ad ampliare il loro raggio d’azione; i maggiori produttori di total look tendono sempre più a controllare le diverse attività della catena del valore.
Lo scorso anno si è chiuso con un calo della produttività del 4,2%, un aumento del fenomeno della delocalizzazione produttiva del 22,9% e un calo del mercato estero del 9,5%. Lo sportswear ha mostrato una sostanziale tenuta, a fronte di una flessione del 2,2% del classico/moda. Distinguendo per cliente di riferimento, il trend negativo ha colpito soprattutto la maglieria maschile, mentre quella femminile (il 65% della produzione) si è orientata prevalentemente verso capi economici e canali distributivi alternativi.
e.f.
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