Manas: l'espansione continua, ma l'Italia resta in primo piano

Corea, Russia, Cina: prosegue l'espansione internazionale di Manas, azienda calzaturiera fondata nel 1956 a Montecosaro Scalo, in provincia di Macerata. "Ma resta fondamentale il ruolo del nostro Paese, dove possiamo contare su 800 clienti multimarca e su cinque monomarca", precisa l'a.d. Cleto Sagripanti.
"Dopo un anno di tenuta come il 2009, il 2010 apre ragionati spiragli di crescita" spiega a fashionmagazine.it l'a.d. Cleto Sagripanti. In Italia l'obiettivo è rafforzare la partnership con il ricco network di boutique che scelgono lo stile delle tre collezioni Manas Lea Foscati (per una donna chic e di tendenza), Manas Design (comoda e sportiva, sempre declinata al femminile) e, lanciata a gennaio, Manas Uomo, che si rivolge a 150 negozi. Attualmente sono una sessantina gli shop in shop avviati nella Penisola, integrati dal flagship store di Riccione e da quattro vetrine in franchising a Cagliari, Sassuolo (Modena), Carbonia e Porto Recanati (Macerata). "Non abbiamo progetti di opening a breve - informa l'imprenditore - ma guardiamo con interesse Milano, dove vorremmo prima o poi avviare anche una showroom".
"All'estero, ferma restando l'importanza dell'Europa - continua Sagripanti - dove siamo forti soprattutto in Benelux, Francia, Germania e Gran Bretagna, stiamo investendo sulla Corea: grazie a un accordo con una società del gruppo Hyundai, dagli attuali sette shop in loco dovremmo passare a 16 entro il 2012 (vedi anche fashionmagazine.it del 9 marzo)". Un altro top market è la Russia, dove nei prossimi giorni sarà inaugurata una showroom di 120 metri quadri a Mosca, che segue lo sbarco con un monomarca, un corner e uno shop in shop a San Pietroburgo.
Il futuro, però, si chiama Cina. "Questo è l'anno zero per la Repubblica Popolare: esserci è fodamentale" commenta Sagripanti. Partendo dalla presenza con quattro spazi all'interno di grandi mall, tra cui l'Oriental Plaza di Pechino, si punta all'espansione in una cinquantina di città.
L'attenzione al business - che si quantifica in un fatturato di 70 milioni di euro, di cui il 65% proveniente dall'estero - non mette in secondo piano l'etica e una comunicazione controcorrente, cui viene destinato il 12% del giro d'affari. Dalla collaborazione con Oliviero Toscani sono nate campagne che si fanno ricordare (una per tutte, quella legata alla lotta al tumore al seno) e, insieme all'architetto Pietro Carlo Pellegrini, il concept con i mobili di cartone per i corner. "Il rispetto per l'ambiente è un valore imprescindibile - conclude Sagripanti - e non è escluso che giochi un ruolo significativo nel futuro advertising. Allo stesso modo, magari già con la primavera-estate 2011, potremmo cominciare ad applicare anche al prodotto il discorso 'eco.
a.b.
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