Mare di Moda si avvicina ai 100 espositori all’edizione di novembre prossimo

Mare di Moda, la mostra sui tessuti e gli accessori per il beachwear, si prepara in vista dell’appuntamento di Cannes del 30 novembre-2 dicembre con rinnovato vigore. Con un’adesione di oltre 95 aziende europee, il salone sembra intenzionato, infatti, ad affermare ulteriormente il proprio ruolo di punto di riferimento per gli addetti ai lavori, stilisti e confezionisti, interessati agli aspetti della ricerca e dell’innovazione.
Del resto, il salone - avviato tre anni fa per iniziativa di un gruppo di imprenditori comaschi - ha visto passare il numero di espositori dai 53 del 2002 agli 87 del 2003 e ora a un centinaio e, per certi aspetti, rappresenta un caso di “marketing pragmatico”: alle sue spalle non ci sono, infatti, esigenze di politica fieristica, ma precise necessità di mercato, intuite e incanalate dal gruppo di industriali tessili che lo hanno concepito.
Per Marco Vanzini, neo presidente di Mare di Moda e amministratore delegato di Linea Azzurra Mare, il progetto riflette la propria concezione di made in Italy. “In un clima così teso e difficile, è fondamentale – spiega – chiarire quali sono i valori della nostra produzione”. “A mio parere, gli aspetti inimitabili del made in Italy non sono solo la creatività e la qualità – precisa - ma il mix di elementi materiali e immateriali, che le aziende italiane riescono a infondere ai prodotti e successivamente comunicare al pubblico”.
Francesco Pozzi - ex presidente di Mare di Moda e amministratore delegato di Textra, tra i fondatori della rassegna - spiega: “Il distacco dal salone Lycra Rendez Vous, a cui abbiamo partecipato fino al 2001, è avvenuto in seguito a divergenze strategiche: noi volevamo seguire un cammino che valorizzasse le nostre peculiarità e i nostri valori, prendendo le distanze dalla cosiddetta globalizzazione del business”. Obiettivo dichiarato di Mare di Moda è, infatti, quello di rappresentare la vetrina di nicchia dell’eccellenza europea.
e.a.
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