Mariella Burani Fashion Group: utile netto consolidato in ascesa del 96,1% nel 2002

Il gruppo ha chiuso il 2002 con una serie di risultati positivi: il fatturato è salito del 23,5% rispetto al 2001, a quota 273,9 milioni di euro, il margine operativo lordo si è attestato a 32,4 milioni di euro (+42,3%), il reddito operativo ha sfiorato i 20 milioni di euro (+72,9%) e il reddito ante-imposte consolidato è stato di 16,4 milioni (+56,9%). Il reddito netto consolidato ha superato gli 11 milioni di euro (+96,1%).
La posizione finanziaria netta a fine 2002 è stata di 93,8 milioni di euro e riflette principalmente l’impatto dei costi sostenuti per le acquisizioni nel corso dell’esercizio.
Come puntualizzano i portavoce della società, il buon andamento del 2002 è dovuto a diversi fattori: il rafforzamento del core business dell’abbigliamento con la razionalizzazione dei processi produttivi, l’ampliamento della rete distributiva diretta e il miglioramento del servizio al cliente. Fra le divisioni più dinamiche, quella della pelletteria. Inoltre, notevoli investimenti sono stati destinati alla comunicazione, al management team e all’estensione dell’offerta con accordi di licenza.
Sempre nel 2002 il gruppo ha messo a segno importanti acquisizioni come quelle di Revedi SpA e Revedi SA, operanti nella distribuzione di prodotti di abbigliamento e pelle, e di Itm che si occupa di trasformazione e distribuzione di tessuti in jersey e seta. Ancora, la maison tedesca Réné Lezard è entrata nell’orbita della compagnia.
Nel 2003 il Mariella Burani Fashion Group – nel cui fatturato consolidato i brand propri influiscono nell’ordine dell’85%, contro il 75% del 2001 – continuerà l’opera di integrazione delle realtà acquisite. Da segnalare, tra l’altro, la messa a punto di un primo accordo di produzione di leatherwear tra Enrico Mandelli (azienda della unit pelletteria) e Réné Lezard.
Nel primo trimestre di quest’anno sono stati avviati cinque store Mariella Burani (tre sono stati aperti nel 2002, più altrettante showroom), l’ultimo dei quali a Varsavia su 200 metri quadri.
In sintesi, nonostante la guerra in corso, esistono le premesse per un certo ottimismo: i vertici puntano a una crescita a doppia cifra del giro d’affari consolidato, con un aumento più che proporzionale del margine operativo lordo.
a.b.
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