Marks & Spencer: spunta l’ipotesi di spionaggio industriale

Stuart Rose, il nuovo chief executive di Marks & Spencer, ha reso noto che alcuni ignoti sarebbero riusciti ad avere libero accesso al suo cellulare privato. Non solo: le spie avrebbero sottratto informazioni relative al conto bancario della moglie di Rose. La sede centrale di Marks & Spencer in Baker Street a Londra è stata scrupolosamente ispezionata, alla ricerca di microspie e altri dispositivi di spionaggio industriale.
La dichiarazione rappresenta un nuovo capitolo in una saga sempre più complessa. Intanto, l’imprenditore Philip Green ha affermato che si ritirerà dalla lotta per il controllo di M&S se, entro la fine di luglio, il cda del maggiore retailer inglese non aprirà un dialogo sulla possibilità di un takeover.
Sia Rose che Green sono stati interrogati ieri dagli agenti della Financial Services Authority, i quali stanno investigando su un possibile caso di insider dealing non solo a proposito dell’acquisto di 100 mila azioni da parte dello stesso Rose (vedi fashionmagazine.it del 28 giugno), ma anche sull’acquisizione di 375mila quote da parte dell’imprenditore scozzese Tom Hunter e di due milioni di azioni da parte del miliardario Michael Spencer.
p.o.
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