Marras, la Sardegna, Bertolaso e il G8

Non una sfilata bensì una presentazione plurisensoriale, quella di Antonio Marras ieri presso la sede milanese della griffe, tra i suoni, gli odori, i sapori e i colori della sua Sardegna. Nel creare una situazione più intima e defilata dai riflettori delle passerelle, che punta alla riscoperta delle radici e dei valori veri, il designer si è messo alla prova in vista di un impegno ancora più grande: comunicare le suggestioni della sua terra ai grandi del G8, in agenda il prossimo 7 luglio alla Maddalena.
La proposta di creare uno “stile di accoglienza” (sono attesi, oltre ai capi di Stato degli otto Paesi più ricchi e industrializzati del pianeta, anche una miriade di funzionari e più di 2.000 giornalisti) con focus su una Sardegna tutta da “vedere, gustare e odorare” è arrivata qualche tempo fa dal sottosegretario di Stato Guido Bertolaso, come ha spiegato ieri lo stilista. “Dopo circa cinque mesi di 'inseguimenti', finalmente ci siamo incontrati a casa mia domenica scorsa, ed è stata subito intesa”. “Così, da incosciente quale sono di solito, ho deciso di buttarmi in questo progetto, che coinvolge tutte le eccellenze italiane”, ha aggiunto.
Mentre i dettagli “saranno svelati solo in un secondo momento”, non è difficile farsi un'idea delle fonti di ispirazione del creativo in preparazione del G8. Basti pensare ai cori sardi, agli incensi, al mirto, alla foschia, ma anche ai colori naturali delle lane, amalgama di grigi, neri e marroni, che hanno vestito l'uomo Marras per l'autunno-inverno 2009/2010, un po' brigante e un po' pastore, di scena ieri a Milano.
e.f.
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