Marzotto: "Il futuro è nei mercati stranieri"

Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine, ha aperto oggi l'incontro milanese con i giornalisti, durante il quale sono state presentate le novità dei saloni Touch, NeoZone e Cloudnine. "Mentre la Spagna e la Grecia, ma anche l'Italia, stanno attraversando una fase di incertezza, che nel nostro caso è anche dettata da fattori politici - ha affermato - in aree come l'Asia e l'ex Unione Sovietica si aprono ottime prospettive per il made in Italy. Dobbiamo investire lì per continuare a crescere".
"Dai dati sulla moda femminile elaborati su base Istat da Sistema Moda Italia emerge un quadro positivo - ha proseguito -. Per le nostre aziende i primi sei mesi di quest'anno sono stati strepitosi, con incrementi anche del 30% o 40% nei territori emergenti, nonostante momenti difficili come il post-tsunami in Giappone". Una calamità, quest'ultima, che ha inciso sui consumi ma non nel modo drammatico che si temeva "e che peraltro è stata controbilanciata dall'accoglienza riservata al made in Italy dalla Cina, compresa Hong Kong, e dalla Corea del Sud, insieme a Singapore e Taiwan. Senza contare, tra le ex repubbliche sovietiche, gli incrementi registrati in territori come il Kazakistan".
A frenare bruscamente l'ottimismo è stata un'estate al cardiopalma, nel corso della quale sono salite alla ribalta le incertezze legate al debito sovrano in Europa, cui si sono sommate le altre macro-incognite che ancora gravano su finanza ed economia worldwide. "Tutto ciò è innegabile - ha osservato il presidente di Pitti Immagine - ma è altrettanto vero che l'Italia ha grandi chance in fatto di qualità (da affrontare però con un atteggiamento sempre più 'price-conscious' da parte delle imprese) e creatività, espressa in una 'affordable elegance' unica al mondo".
Come si delinea il futuro? "All'insegna di un necessario potenziamento delle nostre esportazioni - ha risposto Marzotto - con la speranza che il Governo stimoli ricerca e competitività". "Dobbiamo lasciar perdere il pessimismo e rimboccarci le maniche - ha esortato - comportandoci come moderni Marco Polo, alla conquista di un pianeta che apre ancora preziose opportunità. D'altro canto, è necessario che all'interno dei nostri confini non sottovalutiamo gli acquisti degli stranieri che visitano la Penisola soprattutto per turismo: tra questi i cinesi, che nelle loro trasferte fanno tappa da noi per la moda e magari in Francia per i vini, ritagliandosi spazio pure per gli outlet centre". L'importanza della clientela non italiana per il sell out è stata ribadita da Beppe Angiolini, titolare delle boutique Sugar di Arezzo nonché presidente della Camera dei Buyer Moda, che si è soffermato pure sulle difficoltà legate a imposizioni burocratiche "sacrosante, ma che 'intimidiscono' l'acquisto, vedi la richiesta di esibire un documento d'identità in caso di importi superiori ai 2.500 euro".
Come ha concluso Gaetano Marzotto, le fiere devono stare al fianco delle Pmi per traghettarle verso nuove sfide, "visto che il bacino del Mediterraneo non è più il nostro mercato di riferimento e la tendenza alla deflazione non abbandonerà l'Europa prima di due anni o forse più".
a.b.
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