Marzotto: il cda approva la scissione del settore abbigliamento

Il cda di Marzotto riunitosi oggi ha approvato la scissione parziale proporzionale del settore abbigliamento - riconducibile a Valentino, Marlboro Classics e M Missoni, nonché alla partecipazione in Hugo Boss - in favore di una società beneficiaria interamente posseduta dal gruppo. Con l’integrazione della Valentino, possibile la quotazione in Borsa.
Come spiega un comunicato del gruppo di Valdagno, a ogni azionista Marzotto verranno assegnate proporzionalmente azioni della beneficiaria, attualmente denominata Italfashion (la data di costituzione risale allo scorso 9 febbraio). “La scissione permette di valorizzare le caratteristiche distintive dei due settori, favorendo le condizioni per la crescita e lo sviluppo”, ha dichiarato Antonio Favrin, presidente di Marzotto. “Inoltre – ha proseguito Favrin – garantisce una migliore visibilità dei due business sui mercati finanziari e consente un investimento in attività omogenee, grazie alla creazione di due gruppi indipendenti, leader e potenziali poli aggreganti nei rispettivi settori”.
Marzotto manterrà il business nel settore laniero, cotoniero e liniero (principalmente con i marchi Marzotto, Lanerossi, Guabello, Marlane e Tessuti di Sondrio), nonché le attività non core, tra le quali figurano asset immobiliari non strumentali e le partecipazioni in Zucchi, Mascioni e Mediobanca.
Il progetto di scissione prevede, inoltre, che il nuovo consiglio di amministrazione valuti l’opportunità di integrare la Valentino con la beneficiaria stessa, allo scopo di realizzare un’unica società operativa quotata in Italia. In quest’ottica, è in programma la modifica della denominazione sociale da Italfashion a Valentino Fashion Group.
Il cda sarà temporaneamente composto dagli attuali membri del comitato esecutivo di Marzotto (Antonio Favrin, Andrea Donà dalle Rose, Luigi Molinari, Roberto Notarbartolo di Villarosa e Dario Federico Segre).
L’operazione necessita ora dell’approvazione dell’assemblea degli azionisti, prevista per l’ultima decade di aprile. La quotazione a Piazza Affari - cui è subordinato il perfezionamento della scissione stessa, oltre a quella della controllata olandese Marzotto International - è invece prevista per il mese di luglio. Quanto a Hugo Boss, l’Autorità per la vigilanza dei mercati finanziari tedesca ha confermato che lo split non determina l’obbligo per la beneficiaria di procedere al lancio di un’Opa sulle azioni della controllata.
In base ai dati 2004, il gruppo facente capo alla beneficiaria ha conseguito un margine operativo lordo di 237 milioni e ricavi per 1,55 miliardi. I debiti finanziari netti ammontano invece a 423 milioni.
Il fatturato netto 2004 del gruppo Marzotto ha raggiunto quota 1,8 miliardi di euro, in aumento del 5% (a parità di tassi di cambio) rispetto all’esercizio precedente. Ad alimentare i ricavi hanno contribuito il +13% e il +11% messi a segno rispettivamente da Valentino e Hugo Boss, mentre il business tessile è rimasto sui livelli del 2003. L’utile operativo è salito del 30% a 172 milioni di euro, mentre il risultato netto del gruppo ha raggiunto i 39,8 milioni di euro dai precedenti 19,3.
e.f.
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