Matteo Cambi: in prigione il fondatore di Guru

I sogni di gloria di Matteo Cambi finiscono per il momento in manette. Dopo la dichiarazione di fallimento della sua società, la Jam Session, il Gup di Parma ha firmato l’ordinanza di arresto del giovane imprenditore, su richiesta del pm Lucia Russo. Cambi deve rispondere di bancarotta fraudolenta, fatture false e altri reati finanziari.
Non terminano i guai per il fondatore del marchio della margherita Guru che, dopo una rapida ascesa nel firmamento della moda giovane, si trova ora a dover affrontare i disagi di una gestione sconsiderata dell’azienda, la Jam Session. Con lui sono finiti in manette venerdì scorso anche la madre Simona Vecchi e il compagno della donna, Gianluca Maruccio De Marco, entrambi amministratori della società e proprietari di una quota del 60%.
Bancarotta fraudolenta, false fatture e false comunicazioni sociali, illecita ripartizione degli utili e delle riserve, infedeltà patrimoniale: questi i capi di imputazione. La notizia è rimbalzata sui quotidiani e sulle reti televisive suscitando scalpore. Si è appreso infatti che Cambi avrebbe noleggiato auto di lusso, acquistato barche, elicotteri e organizzato feste da mille e una notte con i soldi della società. Intanto il legale dell’imprenditore, Stefano Putinati, annuncia battaglia: la detenzione a sua avviso è sproporzionata e ingiusta, dal momento che non sussiste pericolo di fuga.
Interrogativi aleggiano ora sul futuro del marchio, ceduto di recente in affitto agli indiani della Bombay Rayon Fashion con una call option per l’acquisizione entro cinque anni. Quali le ripercussioni di una simile situazione sulle valenze del brand?
c.me.
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