Matteo Thiela vince la seconda edizione del premio Limoni Freshion

Folla da grandi occasioni alla sfilata Limoni Freshion, evento finale del concorso indetto da Limoni Profumerie insieme alla nostra rivista che si è svolto nella Galleria del Corso a Milano, dove si trova il megastore Limoni Best. Il primo premio è stato vinto dal 31enne Matteo Thiela, che firmerà insieme a Limoni un profumo con il suo nome. Lo special award del co-sponsor Clinique è andato a De Santis Dali.
Thiela - che ha mandato in pedana una mini-linea all’insegna del capospalla, interpretato con rigore sartoriale – ha convinto la qualificata giuria nel parterre grazie a una sapienza nei tagli e nella scelta dei tessuti insolita per la sua giovane età. Del resto, ha alle spalle una lunga esperienza nel fashion con diverse collaborazioni, fra cui quella con Carla Sozzani per i progetti N/N uomo e donna e Ozen. Il suo profumo, come ha anticipato alla giornalista Cinzia Malvini che ha presentato lo spettacolo, saprà di mare.
Un altro riconoscimento, offerto dal co-sponsor Clinique, è andato a Carmine De Santis e Mohammed Dali (alias De Santis Dali), che si sono aggiudicati una fornitura di make-up per le loro passerelle nell’arco del prossimo anno.
La serata, seguita da un folto pubblico di "addetti ai lavori" fra cui numerosi giovani, ha acceso i riflettori su modi molto diversi di intendere la moda di ricerca: se il duo Rifici-Milano (Giuseppe Rifici e Alessandro Perriello) ha puntato su un’immagine di donna severa nell’apparenza e passionale nella sostanza, un’altra coppia (Maurizio Marino ed Elena Cirillo per Individuum) ha compiuto un metaforico viaggio fra India, Nepal e Nord Est del Brasile in modelli che avevano come leitmotiv il fiore di loto.
Adrienne Schaffer, ungherese con cittadinanza americana e residenza a Roma, ha proposto capi in maglia semplici e romantici, in fili rigorosamente italiani con lavorazioni hand made e ancora tricot si è ritrovato da Cigala Pascià, marchio che fa capo a Micaela Cigala, artefice di un gusto natural-chic.
Come Thiela, Pierluigi Fucci ha dimostrato una grande sicurezza stilistica e un’attenzione maniacale ai materiali, fra cui le fettucce in Alcantara laccata. "Ho un rapporto continuativo con i fornitori – ha precisato Fucci – che realizzano materiali e disegnature in esclusiva per me. Solo il contatto giornaliero con l’industria garantisce al creativo una possibilità di evolvere e imporsi".
Raffinatezza è stata la parola d’ordine di De Santis Dali per una collezione che ha calibrato con eleganza nero e colore.
Infine, Igor Bernardini: rifacendosi al suo idolo John Galliano, ha scommesso tutto su una teatralità massimalista…prendere o lasciare.
Lo show si è concluso con un défilé supplementare, quello di Andrea Turchi che ha messo a punto un guardaroba fresco e vezzoso per una donna romantica, con mini-cappelli sulle ventitre e maxi-borse in vernice nera a completare il look.
La giuria era composta dai giornalisti Benedetta Barzini, Titti Matteoni (direttore di Fashion), Paola Cacianti, Daniela Fedi, Giusi Ferré, Gianluca Lo Vetro, Stefano Roncato, Bruna Rossi e Lucia Serlenga insieme a Mario Boselli (presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana), Giovanni Bozzetti (assessore alla Moda, Turismo e Tempo Libero del Comune di Milano, che ha patrocinato l’iniziativa), Michele Giglio (titolare delle omonime boutique di Palermo) e Flaminio Soncini (presidente della Camera Italiana dei Buyer della Moda).
a.b.
stats