Mbfg: dipendenti in corteo a Cavriago dopo il fallimento deciso dal Tribunale

Dopo il presidio di ieri, presso la sede del Mariella Burani Fashion Group, a Cavriago, oggi i dipendenti del gruppo reggiano della moda hanno manifestato in un corteo indetto dai sindacati, che ora puntano a un confronto al più presto con i curatori fallimentari.
Al gruppo - che era in amministrazione straordinaria e per il quale all'inizio della settimana i giudici del Tribunale di Reggio Emilia hanno depositato istanza di fallimento con esercizio provvisorio - fanno capo 168 addetti (180 se si tiene conto anche del retail) in cassa integrazione a rotazione. "Una settantina circa era occupata per mandare avanti gli ordini - spiega Gregorio Villirillo, segretario Filctem-Cgil -. Ora vedremo cosa succede negli incontri con i curatori fallimentari". Da questi faccia a faccia Villirillo auspica di ottenere la proroga degli ammortizzatori sociali, la prosecuzione dell'attività ma soprattutto un confronto chiaro.
Non altrettanto può dirsi degli scorsi incontri con i tre commissari straordinari del Mbfg, frequenti sì, ma che non hanno mai portato i sindacati a ottenere informazioni dettagliate in merito al ventilato cavaliere bianco che avrebbe risollevato le sorti della società (vedi fashionmagazine.it di ieri, del 22 e del 4 maggio). Certo è che appena martedì Villirillo era stato rassicurato dagli incaricati del ministero sulle trattative in corso. Poi nel pomeriggio è arrivata, del tutto inaspettata, la notizia dell'istanza di fallimento.
Come riportano i media locali, nel dispositivo depositato ieri dal Tribunale i giudici hanno rilevato che, dopo la concessione di una serie di proroghe, i tre professionisti "non hanno presentato la relazione finale della gestione", non riuscendo "a realizzare la cessione del complesso aziendale". Gli stessi scrivono poi che, dopo mesi di colloqui con possibili acquirenti, "la definizione delle trattative, data per imminente già con la richiesta di proroga dei termini della procedura, non si è ancora completata".
Visto che il documento prevede l'esercizio provvisorio, e non una cessione effettiva, non si perde comunque la speranza che si faccia avanti qualche interessato.
e.f.
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