Mbfg: il cda chiede il concordato preventivo

Non avendo ricevuto "alcuna evidenza dell'impegno vincolante di soci o terzi - inclusi gli istituti bancari finanziatori - a coprire le perdite, per l'importo minimo di 70,9 milioni di euro", il board del Mariella Burani Fashion Group (Mbfg) ha deliberato di procedere alla presentazione di un ricorso per concordato preventivo, "che abbia come presupposto la prosecuzione delle attività imprenditoriali".
Questa la sintesi di un comunicato della società reggiana, a fine 2009 gravata da debiti per quasi 500 milioni di euro, emesso nel fine settimana. Il concordato preventivo sembra la soluzione migliore, secondo il board, mentre pare che i sindacati propendano maggiormente per l'amministrazione straordinaria. In proposito dal Mbfg fanno sapere che il 12 febbraio è stato notificato all'azienda un decreto del Tribunale di Reggio Emilia. “A seguito di pignoramento immobiliare depositato contro la società - spiegano nella nota - e rilevato che la stessa ha i requisiti per l'ammissione all'amministrazione straordinaria, il decreto ha fissato l'udienza del 16 marzo 2010, per la comparizione del gruppo e del Ministero dello Sviluppo Economico”.
Secondo la carta stampata, due giorni dopo, il 18 del mese, si dovrebbe tenere l'incontro tra gli operai, che nei giorni scorsi hanno manifestato a Cavriago (dove hanno sede il Mbfg e la famiglia fondatrice), e i rappresentanti del ministero.
Su richiesta della Consob, dal Gruppo Burani precisano inoltre che la sentenza di fallimento di Burani Designer Holding (vedi fashionmagazine.it dell'11 febbraio) non riguarda il gruppo della moda. I rapporti di debito/credito tra controllata e controllante presentano un saldo, a favore del Mbfg, di 4,1 milioni di euro.
e.f.
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