Mbfg: l'amministrazione straordinaria resta l'unica strada percorribile

Al recente incontro presso il ministero dello Sviluppo Economico tutti i presenti, inclusa l'azienda (rappresentata da Gabriele Fontanesi, a.d. dimissionario, e dai legali), hanno convenuto che la strada del concordato preventivo non risulta più praticabile per il Mariella Burani Fashion Group.
Ne deriva che l'unica soluzione per salvaguardare il patrimonio industriale del gruppo e l'occupazione (2.100 i dipendenti diretti, che salgono a 4.100 se si tiene conto dei fornitori) è l'amministrazione straordinaria, come emerge da un comunicato di Femca Cisl, Filtea Cgil e Uilta Uil, diramato dopo l'appuntamento di venerdì scorso a Roma.
“La soluzione - dicono i sindacati - è ormai nelle mani del Tribunale di Reggio Emilia, che sarà chiamato a decidere nei prossimi giorni (si parla del 16 del mese, ndr)”. “Il ministero dello Sviluppo Economico - aggiungono - ha garantito il suo attivo intervento per sbloccare la situazione e l'impegno ad attuare gli adempimenti necessari nei tempi più rapidi”. L'impegno del Governo ora è quello di mantenere il tavolo attivo e di riconvocarlo “non appena ci saranno elementi per procedere”.
Per lanciare un segnale di continuità, lo scorso primo marzo la griffe Mariella Burani ha presentato la collezione per l'autunno-inverno prossimo presso la showroom milanese di via Montenapoleone. A fine febbraio, comunque, tutti i componenti del cda del gruppo reggiano, su cui gravano quasi 500 milioni di euro di debito (vedi fashionmagazine.it del 3 marzo), hanno rassegnato le dimissioni. In più il board ha accertato la causa di scioglimento e ha convocato l'assemblea dei soci per la nomina dei liquidatori per il giorno 29 marzo (il 30 in seconda convocazione).
e.f.
stats