Mentre i margini scendono, Jones Apparel punta al direct selling

Si chiama Million Wishes la nuova avventura nel business della vendita diretta, in particolare di accessori di tendenza, di Jones Apparel. Un canale alternativo da esplorare, secondo il gruppo quotato al Nyse, che ha chiuso il terzo trimestre e i primi nove mesi dell’esercizio con ricavi in aumento e utili in discesa.
Jones Apparel, che è attivo anche nei settori abbigliamento e footwear, ha totalizzato infatti vendite per 1,3 miliardi di dollari nel quarter: il 2,4% in più rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, che beneficia, fra l’altro, dell’acquisizione del retailer di lusso Barneys New York. Penalizzato dai costi di ristrutturazione delle manifatture di denim in Messico, l’utile è passato invece da 95,8 a 76,8 milioni di dollari e l’operating profit margin è sceso dal 12,7 al 10,5%.
In chiaroscuro anche il bilancio a nove mesi: il giro d’affari è salito a 3,8 miliardi di dollari (+8%), mentre i profitti hanno totalizzato 218,6 milioni di dollari (-18%).
Quanto al nuovo business del direct selling, Million Wishes, il primo catalogo debutterà il prossimo marzo (ma la pubblicazione sarà semestrale) e tratterà 200-300 proposte fra gioielli, borse, cinture, sciarpe e altri accessori “chiave”, rigorosamente fashion. Nell’illustrare il progetto, Jones Apparel anticipa l’avvento di una nuova figura imprenditoriale, la “Million Wishes style consultant”: la vendita è l’ultimo step della sua mission, prima ancora vengono le dimostrazioni, per esempio ad amiche e vicine di casa, su come indossare le proposte in catalogo e i consigli per personalizzare gli accessori di tendenza in vendita.
Per il 2006 Jones Apparel punta a reclutare circa 3 mila consulenti Million Wishes, destinate a salire a 9 mila in tre anni. Le compravendite transiteranno attraverso un sito corporate dedicato.
e.f.
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