Micam, Mipel e Mifur: la crisi riduce i visitatori, ma l’unione fa la forza

Sono stati resi noti i dati di chiusura di Micam, Mipel e Mifur, i saloni rispettivamente sulle calzature, la pelletteria e la pellicceria che si sono tenuti nei giorni scorsi nel polo fieristico di Rho-Pero a Milano, riscuotendo complessivamente un flusso di 66.492 operatori.
Nello specifico, Micam totalizza 36.555 visitatori, registrando una flessione del 5,7% sull’analoga edizione 2008. Nel dettaglio, gli italiani intervenuti sono stati 17.610 (-1,5%) mentre gli stranieri 18.945 (-9,4%). Un risultato accolto positivamente da Vito Artioli, presidente di Anci, che ha detto: “Questo dato è un segnale di speranza per tutto il settore e una affermazione del ruolo di Micam: lo strumento fieristico si riconferma una leva di marketing fondamentale, che consente alle imprese di mostrarsi sul mercato e al tempo stesso ai buyer di verificare la più ampia offerta”.
Gli operatori intervenuti a Mipel sono stati invece 15.304, in calo del 16% sulla sessione di riferimento. Di questi, 7.760 provenivano dal nostro Paese e 7.544 da oltre confine. A rinunciare all’appuntamento sono stati soprattutto i compratori statunitensi (-26%) e russi (-24%), mentre si riscontra un ritorno dei buyer giapponesi: più di mille presenze (+12%) riportano il Sol Levante in testa alla classifica delle nazioni straniere fedeli alla rassegna di Aipes.
Positivamente è stato letto da Giorgio Cannara, presidente di Mipel, il “gemellaggio” con Mifur, il salone della pellicceria che per la prima volta anticipava le sue date allo scopo di fare sistema con le manifestazioni degli accessori. I visitatori registrati sono stati 12.485. “Siamo moderatamente soddisfatti della tenuta complessiva dell’evento che, considerata la congiuntura economica estremamente negativa, ha avuto un calo del 9%”, ha dichiarato Norberto Albertalli, presidente di Mifur.
e.a.
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