Micam incrementa dell’1,7% le presenze nonostante la guerra

Segnali moderatamente positivi per il settore della calzatura sono venuti da Micam. Il salone chiusosi ieri a Fiera Milano ha registrato un incremento di visitatori dell’1,7%, raggiungendo quota 31.523 unità. Particolarmente incoraggiante il dato relativo alle presenze straniere: sono stati 12.030 i compratori arrivati da oltre confine, il 5,8% in più rispetto a marzo 2002.
In particolare, è cresciuto il numero di addetti ai lavori provenienti da Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Spagna, Belgio e Olanda. Il risultato relativo alla Germania rappresenta per gli operatori un primo importante segnale di risveglio, dopo due anni di congiuntura fortemente negativa. Mantengono invece le posizioni Usa e Russia, insieme ai Paesi dell’Europa dell’Est. Meno positivo delle attese l’afflusso dal Far East, mentre in netta flessione, come era prevedibile, sono state le presenze dal Medio Oriente.
Micam è stato - insieme al Mipel (pelletteria) e al Mifur (pellicceria) - il primo appuntamento fieristico dopo l’annuncio dell’attacco anglo-americano all’Iraq e, tra l’altro, è giunto in un momento non facile per il settore: il quadro descritto dai dati di pre-consuntivo elaborati da Anci evidenzia, infatti, per il 2002 un calo della produzione del 4,4% in quantità e del 1,5% in valore.
Antonio Brotini, presidente di Micam, ha dato una duplice lettura dei risultati conseguiti dalla manifestazione. In primo luogo, ha sottolineato come il salone abbia saputo mantenere il ruolo di leader nell’ambito del panorama internazionale. “Quanto al momento di mercato – ha dichiarato Brotini - siamo di fronte a una guerra annunciata da tempo, che quindi ha già prodotto effetti negativi sui consumi”. “A questo punto – ha aggiunto - influiranno la durata e gli effetti di lungo periodo”. Brotini ha concluso invitando alla cautela:“Le presenze di buyer sono solo un primo indicatore. Occorrerà verificare quanti ordini raccolti durante la fiera saranno confermati”.
e.a.
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