Milano Fashion Global Summit: le strategie per superare la crisi

Per la terza volta in poco più di un mese, un convegno ha riunito ieri nello stesso luogo, la sede di Borsa Italiana, gli addetti ai lavori del fashion-system per confrontarsi sui possibili scenari del dopo crisi.
Più o meno la stessa intonazione hanno avuto gli interventi istituzionali di Mario Boselli e Michele Tronconi. “La caduta è terminata, ma la ripresa è lenta e rischia di lasciare per strada troppe aziende, soprattutto quelle piccole e meno capitalizzate. Prevediamo una chiusura d’anno con un ridimensionamento tra il 15 e il 20%” ha detto il presidente della Camera Nazionale della Moda, sollecitando un intervento tempestivo del Governo, innanzitutto con una moratoria sull’Irap.
Il presidente di Sistema Moda Italia ha illustrato i dati di preconsuntivo 2009 (vedi fashionmagazine.it di oggi) e avvertito che “il nostro settore corre il rischio di diventare troppo piccolo e quindi poco interessante per i fornitori, che potrebbero smettere di fare ricerca, una premessa indispensabile per consentirci di innovare”. Anche Tronconi ha insistito su interventi urgenti che Smi auspica da tempo - sul sistema del credito, sui costi dell’energia, sulla tassazione del lavoro, sul Tfr inoptato - ma ha anche proposto un rinnovamento delle strutture turistiche, per attirare i consumatori stranieri, e una sorta di “rottamazione” dei software delle aziende, fondamentale per il networking della filiera.
Anche le tavole rotonde tra gli imprenditori - compresa la “personal appearance” di Jean Paul Gaultier in videoconferenza - non hanno fatto che ribadire quelli che sono i “comandamenti” del dopo crisi: concentrazione sul core-business e sulla qualità (bandito il temine “lusso accessibile”, tanto di moda nel recente passato), attenzione ai mercati emergenti, Cina in primis, ma tra i quali entra di diritto anche il mondo digitale, razionalizzazione dei costi e, di conseguenza, dei prezzi. Una strada che molti protagonisti del lusso hanno già percorso e che porterà a risultati economici migliori per il 2010 (vedi le previsioni di Paola Durante di Bank of America Merrill Lynch, sempre su fashionmagazine.it odierno).
Su tematiche simili sono tornati a titolo diverso gli interventi dei rappresentanti del trade e le relazioni dei tecnici: questi ultimi si sono soffermati inoltre sulla criticità dell’aspetto dimensionale e sulla necessità di trovare alternative al finanziamento del debito.
c.mo.
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