Milano Moda Donna: Armani, Cavalli e Ferré, un tris d'assi contro il cattivo gusto imperante

Il maschile di Giorgio Armani, l'animalier di Roberto Cavalli e le nuove prospettive di Gianfranco Ferré, assieme agli anni '50 di DSquared2 e alla stampa geo di 1ˆ Classe Alviero Martini.
Un volto di donna in punta di matita, che ricorda il miglior Gruau, invita alla sfilata di Giorgio Armani. E lo show si apre con tailleur maschili in principe di Galles e maxi fiori (in fantasie cravatté) sul bavero, seguiti da bluse iper-femminili, con colletti a foglia, intense nei colori e iridescenti di cristalli. Mentre i caban sono scolpiti al vivo e le pellicce fluo si portano come stole sulle spalle nude. Se non sono calzoni lunghi allora si tratta di bermuda grigi, che fanno capolino da gonne e abiti netti nel profilo, ma con il fondo danzante. Ai piedi scarpe basse e appuntite, zebrate o in vernice lucida. Sul finale, una tuta nera dalla venatura bianca, con pantaloni ampi e luminosa di paillette.
Da Roberto Cavalli un grandissimo quadrato nero con un fregio tigrato al centro, composto da migliaia di rose bianche, gialle e di un rosso talmente scuro da sembrare nero, fa da pedana, con le modelle che sfilano al centro e ai lati a comporre un teorema d'eleganza. Piccoli baby doll, talmente incrostati di gemme e cristalli da non lasciar intravedere il tessuto sottostante, si portano con giacche avvitate o biker in pelle. Dalle bluse maculate con balze al fondo spuntano i pantaloni in pitone a zampa d'elefante, così larghi da nascondere le scarpe. Ed è un peccato perché, quando si vedono, i sandali si presentano come architettonici gioielli di pelle e pietre che sorreggono le modelle. Tanto sono iridescenti i cristalli, quanto sono diafani i maculati. E poi maxi gonne di pelliccia, camicie impiumate e abiti a tre ordini di volant. A chiudere, Naomi Campbell in lungo squamato di paillette.
È una collezione disegnata con il goniometro, quella di Federico Piaggi e Stefano Citron per Gianfranco Ferré. Tutta angoli acuti e sinusoidi che accarezzano il corpo. I cappotti a matita rivelano un dorso cocoon, mentre una grande virgola di volpe accarezza l'ovale del volto. La sera è fatta di tubini a coste spesse, che assomigliano a dei Mondrian metallizzati nel lamé.
I '50 di Dsquared2 oscillano tra i campus dei college e le divise da hostess della Pan Am con bolerini dal collo di pelliccia e maxi cappotti a maxi riquadri. Gli orli dei jeans sono ben oltre la metà del polpaccio e le sciarpe di visone full color si portano annodate sotto il mento.
Continua il viaggio della capsule L.E.G. di 1ˆ Classe Alviero Martini tra sfumature di verde bosco e dark blue. Il punto vita è il vero protagonista della collezione, segnato anche sui cappotti, invece i cristalli compongono un mosaico di galuchat sui polsi degli abiti. Il plissé soleil e le ruche avvolgono la silhouette. La stampa cocco, rubata alle borse, è ripresa sullo jacquard di seta, mentre il print geo incontra l'animalier sui pantaloni palazzo.
g.d.b.
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