Milano Moda Donna: al via domani con 231 collezioni

È un Mario Boselli moderatamente ottimista, quello che si prepara all'appuntamento con le sfilate milanesi del prêt-à-porter femminile, da domani al 4 marzo con 231 collezioni on show. "Un mese fa, Milano Moda Uomo partiva in salita, con un 20% in meno di marchi rispetto a un anno prima - dichiara il presidente di Cnmi -. Ora, benché ci troviamo in mezzo a una crisi, le linee in calendario sono dieci in più" (nella foto, una sfilata di Mariella Burani).
La rassegna si articola infatti in 92 défilé per 83 brand - di cui quattro off schedule -, con una ripartizione quasi fifty-fifty tra chi opterà per il Milano Fashion Center (40 label) e chi invece sfilerà all’esterno (43). Nove le doppie passerelle, mentre le presentazioni sfioreranno il centinaio, per un totale di 73 linee. 75 i rendez-vous su appuntamento.
Partenza soft domani con le taglie generose di Elena Mirò e uno sguardo ai giovani (i New Upcoming Designers e i partecipanti alla seconda edizione dell’Incubatore della Moda, entrambi progetti fortemente voluti e sostenuti dalla Camera), e ritmo ancora vivibile dopodomani, quando saliranno in pedana Missoni, Frankie Morello ed Emporio Armani. Annullato, invece, lo show di Just Cavalli. “La difficile situazione di Ittierre - spiega Roberto Cavalli - non mi dava garanzia e sicurezza di poter essere, come sempre, all’avanguardia con la mia linea giovane. È mia volontà ripresentarmi a settembre, con la solita aggressività e positività delle quali il marchio Just Cavalli è sempre stato l’emblema”.
Venerdì 27 si comincia a correre, dividendosi tra Ermanno Scervino, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, D&G, Alberta Ferretti e Jil Sander e non si rallenta certo sabato 28, con la prima passerella alle 9 (Bottega Veneta) e l’ultima alle 20 (Alessandro dell’Acqua): una giornata complicata dal fatto che nel pomeriggio, in zona Palestro-San Babila, si svolge la parata del Carnevale. La tensione si mantiene alta domenica primo marzo: in apertura Marni sempre alle 9, nel mezzo tra gli altri Mariella Burani, Roberto Cavalli e Prada, fino al gran finale con il party per la Cavalli Card, carta di credito inserita nel circuito Mastercard e realizzata in collaborazione con Corpcom.
Ancora congestionato lunedì 2, che vede protagonisti Max Mara, Les Copains, Dolce & Gabbana, John Richmond e Versace. Decisa frenata martedì 3, con pochi nomi tra cui Mila Schön, e atterraggio a dir poco morbido mercoledì 4, quando gli appuntamenti di rilievo sono due: il Milano Fashion Party e lo show serale di Mifur e Kopenhagen Fur, entrambi in via Gattamelata. “Abbiamo lottato per iniziare e finire di mercoledì, anziché di sabato - commenta Boselli -. Il risultato è che tutti hanno voluto ammucchiarsi nell’arco di quattro o cinque giorni. Che dire? Mi arrendo”.
Ma il Cavaliere ha altri motivi di soddisfazione: il temuto crollo delle presenze non c’è stato, l’attenzione ai brand emergenti resta alta e si profilano nuove opportunità di collaborazione con il neo assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, pronto a istituire un tavolo con i fashion designer, cui però non risparmia le frecciate. “Le griffe attingono a piene mani dalla cultura - ha affermato - ma ora mi aspetto un risarcimento: noi abbiamo i musei, i palazzi storici, le mostre, ma loro devono investire di più, per una Milano bella e solidale”. “A parte Prada e Trussardi, che con le loro fondazioni stanno dando importanti contributi - ha aggiunto - gli altri parlano e spesso criticano tanto, ma agiscono poco o niente”. Affermazioni che hanno suscitato un vespaio: si spera che, finita l’eco delle polemiche, si possa ragionare in un’ottica di vera collaborazione.
a.b.
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