Milano Moda Donna: al via il 25 settembre con 219 collezioni, 97 sfilate e oltre 1.600 giornalisti

Food, fashion, furniture: queste le tre "F" intorno alle quali ruota l’eccellenza italiana, come ha ricordato il presidente della Camera della Moda Mario Boselli nella conferenza stampa sull’edizione di Milano Moda Donna prevista dal 25 settembre al 3 ottobre, all’insegna di nuove sinergie con settori-simbolo dell’Italian style.
Tra questi, appunto, il food con uno spazio in Fiera a cura di Academia Barilla - rappresentata nel meeting di oggi dal vice-presidente della società, Paolo Barilla - dove, nei giorni della kermesse milanese, si potranno gustare i prodotti più tipici e apprezzati della vera cucina italiana.
Invece, il sodalizio con il mondo dell’arredo (quindi, “furniture”) si esprimerà nel grande evento del 26 settembre alla Triennale, tempio per antonomasia del design, che presenterà la mostra legata a un doppio anniversario dell’Adi (Associazione Design Industriale): la ventesima edizione del premio “Compasso d’oro” e il cinquantenario di questa manifestazione.
Ma, come ha ricordato l’assessore alla Moda, al Turismo e ai Grandi Eventi Giovanni Bozzetti, sta prendendo forma un altro importante appuntamento all’insegna di moda e cultura, che dovrebbe svolgersi la sera del 30 settembre, in una location d’eccezione che costituisce uno dei simboli dell’eccellenza meneghina.
Bozzetti non ha voluto anticipare di più e ha passato la parola a Mario Boselli, che invece è stato esplicito sulle cifre-chiave di Milano Moda Donna: in scena 219 collezioni per la primavera-estate 2005, con 97 sfilate per 90 marchi. 41 i défilé in Fiera (30 in sale fisse e 11 in spazi alternativi), 49 i brand che organizzano uno show all’esterno e 9 le passerelle doppie, mentre sono 45 le presentazioni su appuntamento.
Fra le new entry spiccano i nomi della spagnola Agatha Ruiz de la Prada e del greco Angelos Frentzos, ma anche di Gibo, Debora Sinibaldi e Collection Privée. Arrivano inoltre dall’Oriente la thailandese Pichitra e l’indiano Sabyasachi Mukherjee. Infine, un ritorno sulla scena milanese è quello di Ter et Bantine.
Tutti i relatori hanno voluto sottolineare l’importanza del motto “L’unione fa la forza”: da Boselli, che ha gettato acqua sul fuoco a proposito delle presunte polemiche fra i vari enti fieristici italiani e le città strategiche per la moda nel nostro Paese, fino al neo-eletto presidente di Smi, Paolo Zegna, che ha ribadito come il tessile-abbigliamento stia attraversando un momento di recupero, ma non di ripresa e quindi vadano assolutamente evitati antagonismi, sprechi e sovrapposizioni.
“Abbiamo in mano un vero gioiello, ossia il made in Italy – ha ribadito Giovanni Bozzetti -. In una recente indagine, condotta fra 400 studenti internazionali dall’Università Bocconi, è emerso come l’espressione ‘Italian style’ sia immediatamente collegata a concetti di creatività, funzionalità e alta qualità, riconosciuti a livello mondiale”.
In quest’ottica si inseriscono iniziative come le trasferte periodicamente organizzate oltrefrontiera dalla Camera della Moda, con l’obiettivo di coinvolgere Paesi più o meno lontani con eventi all’insegna dell’italianità: dopo il successo della kermesse realizzata insieme a Ferrari in Cina la scorsa estate, il 21 settembre sarà la volta di un gala in Norvegia, a Oslo, con alcuni protagonisti del made in Italy in passerella.
Fuori dal settore fashion, l’Academia Barilla intraprende un analogo discorso di tutela di valori inimitabili: è, infatti, sinonimo di un marchio di qualità legato a una gamma di specialità italiane apprezzate nei cinque continenti, dal Parmigiano Reggiano d.o.p., fino al Prosciutto di Parma. Non solo: a Parma propone corsi di formazione per professionisti e appassionati sulla gastronomia di alto livello e sta per lanciare una Biblioteca sul tema con oltre 5 mila volumi.
In coda alla conferenza non sono mancate le polemiche a proposito del calendario e, in particolare, della giornata conclusiva del 3 ottobre, in cui sfilano alcuni nomi (come Alessandro De Benedetti e Ines Valentinitsch) che si sentono penalizzati dal fatto di trovarsi a ridosso con il primo big event parigino, lo show di Yamamoto in programma la sera di lunedì 4. Tra l’altro, gli appuntamenti previsti per il 3 ottobre non sono molti. “Abbiamo fatto di tutto per accordarci con i colleghi francesi – ha ribattuto Boselli – che, infatti, hanno tenuto il lunedì libero da passerelle importanti, a parte naturalmente quella di Yamamoto, che però è alle 21 e si situa fuori dalle presentazioni ufficiali. Quindi ritengo che la giornata di domenica 3 ottobre sia fruibilissima, anche perché i nomi in scaletta sono di tutto rispetto”.
a.b.
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