Milano Moda Donna: evoluzioni creative tra la sera di venerdì e la giornata di sabato

Dalla maglia metallica di Versace ai calzoni corti dell'Emporio Armani, passando per le orchidee di Genny e l'ultima passerella di Raf Simons per Jil Sander, con una collezione che già profuma di Parigi.
E il terzo giorno arrivò Donatella. Il nero da Versace non è mai uguale agli altri, è sempre più drammatico e profondo, tempestato di croci bizantine e lettere gotiche, che ingioiellano abiti e pellicce. Ma il vero colpo di genio sta nella maglia metallica lavorata anche al contrario per una silhouette da sirena della notte.
Re Giorgio alza (gli orli dei pantaloni) e abbassa (i tacchi delle scarpe) per l'Emporio Armani. Grandi rose appiattite decorano il punto vita e il capo delle modelle, su abiti in velluto nero, mentre passano in pedana calzoni sopra il ginocchio, fermati da un polsino abbottonato che spuntano sotto bluse con ruche davanti e giacchini corti e avvitati. Non mancano i pellicciotti: pittorici nelle cromie.
Sportmax manda in pedana una collezione caratterizzata da una approfondita ricerca materica su tessuti armaturati e combinazioni di materiali in 3D, mixati in futuristici patchwork di pattern che esaltano una silhouette atletica ed ergonomica, quasi grafica nel suo rigore essenziale di matrice sartoriale.
Raf Simons chiude il suo percorso creativo da Jil Sander con una collezione dal forte sapore anni '50 nei colori del rosa e del cipria e nelle forme allargate verso il fondo.
Completamente diverso il lavoro di Gabriele Colangelo per Genny. Lo stilista si è ispirato alle orchidee di Georgia O'Keefe per la tavolozza, ma le superbe lavorazioni (nascoste) come i cappotti trattati alla fibra di carbonio sono tutti opera sua.
Chi è rimasto rigoroso nello stile è Tomas Maier da Bottega Veneta. Tanto da aver optato per tessuti compatti e opachi. La sfilata è stata un susseguirsi di cappotti dritti dal colletto piccolo, a cui si sono aggiunti i tubini imbrillantati e impiumati, mentre il finale in lungo velluto di seta è stato più scultoreo.
Nuovi disegni colorati, ma anche tanto nero sulla passerella di Pucci. La collezione, che gioca tra maschile e femminile, è come sempre molto sensuale e trae ispirazione dalla Catherine Deneuve in Belle de Jour. Una sensuale jumpsuit velata di chiffon è abbinata a un cappotto rigoroso di castoro nero. Languidi pigiami da uomo in lamé dorato scivolano sotto un cardigan in mongolia. Le giacche da smoking e i trench creano una femminilità aspra, così come l'elegante bagliore del serpente laccato su un montgomery bordato di pelliccia.
Invece Philipp Plein si diverte a sdrammatizzare il lusso di visoni e pitoni decorandoli con un teschio imbrillantato. Non è sfacciatamente caro come quello di Damien Hirst, ma si porta su tutto, anche sul trolley prezioso. E poi, ancora, giubbotti in coccodrillo che inguainano le modelle e inguaiano i portafogli.
g.d.b.
stats