Milano Moda Donna: ieri sera Gucci on stage, mentre torna la polemica sulle modelle anoressiche

"Modelle anoressiche? Non sulla nostra passerella" ha commentato ieri sera, a margine della sfilata di Gucci (nella foto), il direttore creativo Frida Giannini. La polemica - scaturita da alcune dichiarazioni dell’assessore comunale alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna - riporta alla ribalta, forse con un’enfasi eccessiva, un problema già emerso in passato.
Le parole di Giampaolo Landi di Chiavenna hanno trovato grande risalto sui media. “In pedana si vedono di nuovo degli scheletri che camminano”, ha denunciato l’assessore, che se l’è presa soprattutto con gli stilisti, colpevoli di “continuare a sottrarsi alle loro responsabilità”. In particolare, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Landi di Chiavenna ha fatto un nome, quello di Giorgio Armani, “che da Milano ha avuto molto, vedi la possibilità di prendersi un marciapiede per il suo nuovo albergo e ora deve aiutarci a far tornare la metropoli una città sana”. “Non volevo accanirmi specificamente su Armani - precisa a fashionmagazine.it il rappresentante del Comune -. L’ho citato perché è un personaggio-simbolo, che non molti giorni fa ha denunciato lo stato di desolazione delle vie del lusso dopo l’orario di apertura dei negozi. Prendiamo atto, ma far rivivere Milano significa anche darle nuovi contenuti etici”.
Sull’argomento è tornata ieri sera Frida Giannini, direttore creativo di Gucci. Intervistata dal TG5 a margine del défilé che ha portato in scena un sofisticato look esotico-safari "à la Oriana Fallaci" e riproposto, rimodernandola, la mitica Jackie Bag degli anni Sessanta, la fashion designer ha precisato che molte delle “sue” modelle sono, prima ancora che professioniste, mamme anche di due o tre figli, quindi donne “vere”.
L’argomento tornerà alla ribalta non appena i riflettori della fashion week, che chiuderà i battenti sabato, saranno spenti. “Stiamo lavorando con la Camera della Moda e con Guido Dolci (presidente dell’Assem, associazione cui aderisce la maggior parte delle agenzie di modelle) per riprendere il discorso del tavolo ‘moda e salute’ – precisa Giampaolo Landi di Chiavenna - avvalendoci della consulenza del professor Carruba, esperto di problemi dell’alimentazione. Ma ci occorre una mano da parte dei big del made in Italy, altrimenti dovrò rivolgermi al governo perché emani una legge ad hoc, come è accaduto in Spagna”. “Va però puntualizzato che nel Paese iberico le modelle vengono pagate dallo Stato e non dalle singole griffe” sottolinea Guido Dolci, che getta acqua sul fuoco. “Tutte le ragazze, top o sconosciute, che vediamo in pedana in questi giorni sono catalogate in un albo patrocinato dal Comune – assicura a fashionmagazine.it -. Quindi non è il caso di lanciare un grido d’allarme, a mio avviso assolutamente sproporzionato. Tanto più che l’immagine della modella scheletrica pubblicata oggi sul Corriere è in realtà ripresa da un catwalk show dell’americana Anna Sui a New York, dedicato alla primavera-estate 2007, e non c’entra nulla con l’edizione di Milano Moda Donna attualmente in corso.
a.b.
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