Milano Moda Donna: illustrata oggi la kermesse del prêt-à-porter

Presentata oggi durante una conferenza stampa a Milano la settimana del prêt-à-porter, che parte il 19 febbraio per concludersi il 26. Di scena 93 sfilate per 90 brand con le proposte per l’autunno-inverno 2005/2006, oltre a 108 presentazioni e 42 eventi su appuntamento.
Ad aprire l’incontro con i giornalisti è stato l’assessore alla Moda e Grandi eventi del capoluogo lombardo, Giovanni Bozzetti, che ha fatto una rapida carrellata delle iniziative promosse dal Comune all’interno della kermesse: fra le altre, la serata del 19 febbraio all’Ice Bar per festeggiare i giovani stilisti che lo stesso giorno calcano la passerella di N-U-D-E (New Upcoming Designers): un nuovo progetto della Camera Nazionale della Moda. E ancora, i consueti incontri all’Ottagono insieme al direttore di Grazia Carla Vanni, mentre finalmente, il 23 febbraio, una rosa selezionata di addetti ai lavori potrà accedere alla Scala restaurata, con a seguire cena di gala a Palazzo Marino.
Bozzetti ha anche accennato alla ricchezza di eventi culturali nei giorni caldi della moda (dall’esposizione sulla British fashion alla Triennale, fino all’excursus sulla donazione degli abiti di Silvana Bernasconi al Castello Sforzesco, passando per la Rotonda della Besana sugli autori italiani che hanno fatto la storia della fotografia, realizzata da Cnmi insieme alla Fondazione Pitti Immagine Discovery.
La parola è poi passata al presidente della Camera, Mario Boselli, che ha esordito con un’analisi sul calendario, “ridotto dagli 11 giorni del febbraio 2001 agli attuali 8 giorni, anche se il numero di eventi è più o meno stabile”. Questo soprattutto perché la cerimonia degli Oscar in America, che coinvolge numerosi giornalisti di tutto il mondo presenti anche alle sfilate, questa volta anticipa di tre settimane, collocandosi il 27 febbraio.
“Ma la nostra industria – ha commentato il presidente di Cnmi – a differenza di quella cinematografica, è legata a tempistiche precise e alle stagioni del sell-in e del sell-out”. Boselli ha inoltre esortato le grandi Case di moda a riflettere sulla loro collocazione in calendario. Il suo auspicio è che si torni ad avere i nomi più altisonanti in apertura e chiusura della manifestazione, “in modo da fare da traino anche ai tanto citati giovani”. “In quest’ottica – ha affermato – devo pubblicamente fare un plauso a Dolce & Gabbana, che nonostante le pressioni che li volevano spingere a sfilare giovedì 24 febbraio, hanno resistito e sono rimasti su sabato 26 febbraio”. A una domanda del pubblico sull’andamento del settore, Boselli ha risposto che vale il detto “poco se mi valuto, molto se mi confronto”. Nel senso che, ormai da quattro anni, il made in Italy sta soffrendo, ma la situazione è peggiore in altre nazioni. “Il saldo della nostra bilancia commerciale – ha precisato – è attivo per oltre 14 miliardi di euro e, anche se quattro anni fa erano 19 miliardi, comunque ci difendiamo bene rispetto a realtà vicine a noi come quella francese, il cui saldo è negativo per 2 miliardi e mezzo di euro”. Restando in tema di cifre, il Cavaliere ha fatto il punto sullo stato di salute della Camera Nazionale della Moda, “un’associazione che a livello economico ha una situazione corretta”, ha tenuto a precisare, anche se la Camera Moda srl (controllata al 100% da Cnmi) è in perdita “e ciò avviene per la prima volta da tre anni a questa parte”. I motivi di questa impasse sono essenzialmente due: le ripercussioni del quadro economico in generale e, in particolare, il fatto che recentemente non sono stati realizzati eventi televisivi con l’intervento della Cnmi. Boselli si è tolto il classico sassolino dalla scarpa, dicendo che “mentre Alta Roma può contare su contributi pubblici per un milione e 300 mila euro due volte l’anno, per un totale di 5 miliardi di vecchie lire ossia quattro volte il deficit attuale di Camera Moda srl, finora noi siamo vissuti senza un solo euro di finanziamenti esterni ai soci”. Un modo per sensibilizzare in primis la Camera di Commercio e la Regione, “in modo da fare lobbying”, ha aggiunto Giovanni Bozzetti. Parlando della Camera, Boselli ha voluto ricordare l’iniziativa partita nel 2004 dei gruppi di lavoro su tematiche specifiche, “nove fino a poco tempo fa e ora dieci, perché si è aggiunto il team, guidato da Alberto Masotti, su ‘Moda e tecnologia’”.
a.b.
stats