Milano Moda Donna: le passerelle di settembre si spostano dalla Fiera alle piazze del centro

È stato ufficializzato oggi in conferenza stampa l'abbandono, a partire dalle sfilate femminili di settembre, del Milano Convention Centre di via Gattamelata per un nuovo format, nel centro città e all'insegna della "contaminazione", che Cnmi sta mettendo a punto con gli stilisti e il Comune.
A sancire il progetto “La moda in piazza”, insieme al riconfermato presidente della Cnmi, Mario Boselli, è stato Giovanni Terzi, assessore alla moda del Comune. “Milano deve ridare alla moda quanto la moda ha dato a Milano - ha detto-. Per ogni 5 euro guadagnati dalla città, uno deriva dalla fashion industry: ora occorre cambiare marcia, fare squadra intorno a un sistema produttivo e inventare un progetto speciale, che unisca a eventi elitari altri momenti più 'popolari'”.
Boselli ha chiarito che con Fiera Milano (cui fa capo il Milano Convention Centre), non c'è stata nessuna rottura e non ha escluso, occasioni d'incontro “diverse” in futuro. “Da un lato i costi, dall'altro lato il mood avviato da New York (da settembre Bryant Park sarà rimpiazzato con il Lincoln Center, vedi fashionmagazine.it del 10 febbraio) ci hanno fatto decidere per un cambiamento sostanziale”, ha spiegato Boselli. Anche se allo stato embrionale il “fiume di sfilate in centro” (come lo ha definito il presidente di Cnmi) sarà limitato, già da settembre si vuole segnare la svolta, che sarà sviluppata in seguito, man mano che il Comune metterà a disposizione le location.
Tuttavia è ancora troppo presto per conoscere i luoghi delle passerelle di Milano Moda Donna, che saranno dettagliati il mese prossimo. Tra le zone al vaglio, tutte transitabili pedonalmente, ci sono via Palestro, via Dante, piazza Mercanti, il Castello Sforzesco ma non sono esclusi spazi come La Rinascente, che inizialmente metterà a disposizione le proprie vetrine per i giovani, ma che in futuro potrebbe accogliere anche i défilé.
Per ora è confermato che le sfilate non cominceranno prima delle 9,30 e non finiranno “troppo tardi”, che la pausa “lunch” guadagnerà mezz'ora, che la kermesse sarà aperta da Gucci e chiusa da Armani (ogni giorno sono garantiti uno o due big in calendario) e che i giovani stilisti saranno distribuiti in tutta la fashion week, con maggiore enfasi sull'ultimo giorno. Quanto all'apertura ai non addetti ai lavori, visto che il trend ora è quello della contaminazione, per alcuni momenti e alcune location sarà prevista la possibilità di standing per coinvolgere i non addetti ai lavori.
A proposito delle sfilate maschili del prossimo 19-22 giugno, Boselli ha parlato di un calendario “rilassante, razionale, saggio e di qualità”. Sono 69 per ora le collezioni sotto i riflettori (ma si tratta di un numero provvisorio), con new entry in pedana come Corneliani e Albino Deuxième e il ritorno di Calvin Klein Collection. Tra le presentazioni in elenco anche Mcq Alexander McQueen e Marc Jacobs Man (vedi anche fashionmagazine.it del 20 maggio).
e.f.
stats