Milano Moda Donna: pare confermata la concentrazione nei tre giorni del weekend

Pare proprio che nessun cavaliere bianco arriverà a salvare la settimana delle sfilate di Milano Moda Donna, che verrà nei fatti ridotta a un weekend, una "tre giorni" con tutti i grandi nomi pigiati tra il 26, il 27 e il 28 febbraio: in serata la Camera Nazionale della Moda dovrebbe diramare il nuovo calendario (nella foto un momento della passerella di Iceberg all'ultima edizione di Milano Moda Donna).
Nessun happy-end, insomma, per quello che giustamente oggi Giusi Ferré definisce sull’allegato economico del Corriere della Sera. “il sequel di un brutto film” Finirà che ci ritroveremo davvero con uno schedule concentrato tra venerdì e domenica, con 14/15 sfilate al giorno: “Non si ammazzano così anche i cavalli?” commenta la nota editorialista.
Nessuna delle possibili “aperture” che sembravano prospettarsi venerdì sera (vedi fashionmagazine.it del 5 fabbraio) si è concretizzata. Il presidente Mario Boselli, raggiunto telefonicamente da fashionmagazine.it, è davvero abbattuto: “Non abbiamo sistemato nulla”.
Insomma alla fine pare proprio che l’abbia avuta vinta il direttore di Vogue America. “Noi non ce l’abbiamo con la signora Wintour, non abbiamo alcun astio verso di lei – chiarisce Boselli –. Se viene con lo stesso rispetto per il nostro lavoro che noi abbiamo per il suo…ma se viene per fare danni…. Le possibilità ora sono due: o gli stilisti non ascoltano le sue richieste oppure si sta su tre giorni e buonanotte!”.
Il presidente di Cnmi si dice ormai poco fiducioso di riuscire a trovare una soluzione e pensa con disagio all’incontro del 9 febbraio con il suo omologo francese Didier Grumbach, i cui associati hanno reagito compatti con un secco no alla richiesta di decurtare il calendario: “Con che faccia, con che credibilità mi presento a Parigi?” si sfoga.
Boselli confidava che le difficoltà del momento di mercato (i Fashion Economics Trends elaborati dalla Camera parlano di un 2010 in parziale, modesto recupero, attorno al +6%, a fronte di un calo del 15% nel 2009) facessero ritrovare alle maison italiane quella solidarietà fondamentale per superare uniti i momenti di crisi. Invece anche questa volta - complici probabilmente nervosismi aziendali per risultati economici non brillanti - ha prevalso il proverbiale individualismo nazionale.
“Come Camera facciamo tutto il possibile per il bene del sistema – aggiunge Boselli -. Vedi l’investimento sui giovani, che è un investimento sul futuro della moda italiana”.
Alla Camera intanto si sta facendo tutto il possibile per limitare i danni: ma le giornate sono di 12 ore e per i miracoli il direttore Giulia Pirovano e le sue collaboratrici non si sono ancora attrezzate. Il nuovo calendario dovrebbe essere pronto nel tardo pomeriggio e, purtroppo, a questo punto nessuno si aspetta che possa riservare belle sorprese.
c.mo.
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