Milano Moda Donna: più collezioni on show e un "progetto Montenapoleone"

"A un mese di distanza da Milano Moda Uomo, in cui il numero dei marchi era in calo del 20% rispetto a un anno prima, il fatto che le collezioni a Milano Moda Donna siano 10 in più del solito è un segno di speranza": così ha esordito oggi Mario Boselli, presidente della Camera della Moda (nella foto), presentando la kermesse. "In occasione della manifestazione faremo risplendere il Quadrilatero di sera", ha prennunciato l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory.
La rassegna, in programma dal 25 febbraio al 4 marzo, si articolerà in 92 défilé per 83 brand - di cui quattro fuori calendario -, con una ripartizione quasi fifty-fifty tra chi opterà per il Milano Fashion Center (40 label) e chi invece sfilerà all'esterno (43). Nove le doppie passerelle, mentre le presentazioni sfioreranno il centinaio, per un totale di 73 linee. 75 i rendez-vous su appuntamento (vedi anche fashionmagazine.it del 9 febbraio).
Ma al di là dei dati tecnici, Mario Boselli ha fatto il punto sui presupposti sia della settimana del prêt-à-porter, sia del settore tessile-abbigliamento, "alle prese con una crisi epocale e inusitata". In primo luogo, il Cavaliere si è soffermato sul calendario. "Abbiamo fatto grandi sacrifici - ha affermato - lottando con Parigi, New York e Londra per spostarci da mercoledì a mercoledì, invece che da sabato a sabato: risultato, la stragrande maggioranza delle griffe ha voluto concentrarsi in quattro o cinque giorni". Boselli non ha nascosto il suo disappunto, definendo la situazione "un disastro" e ricordando che, in questi casi, la Camera può suggerire ma non imporre.
"Fortunatamente - ha aggiunto - a rincuorarci arriva un clima meno plumbeo di quello di un mese fa: oggi la situazione resta delicata, ma quelle 10 collezioni in più sono, se non altro, un segnale positivo".
Il presidente della Camera ha concluso il suo intervento con una riflessione sui giovani, "per i quali i big potrebbero fare di più". A loro sarà dedicata in particolare la giornata del 25 febbraio, con gli show di Next Generation - iniziativa promossa dalla Camera insieme alla Camera di Commercio e a Lectra, giunta alla sua seconda edizione - e di Regeneration, che porta sotto i riflettori le proposte firmate BeeQueen by Chicca Lualdi, Gilda Giambra e Federico Sangalli Milano, che hanno partecipato all'Incubatore della Moda: un'iniziativa, quest'ultima, in cui la Camera è affiancata dal Comune, rappresentato stamattina da Massimiliano Finazzer Flory.
Il neo-assessore alla Cultura ha insistito nel suo intervento sull'interazione tra la moda e la città (bedi news di fashionmagazine.it di oggi), che si concretizzerà a fine febbraio con una serie di iniziative il cui fulcro sarà il Quadrilatero nelle ore serali, "in modo da dare un messaggio forte a chi dice che quest'area di giorno è viva, ma di notte si spegne". Ci saranno una sfilata di auto e moto d'epoca, un incontro tra fashion e futurismo (entrambi il 25 febbraio), concerti nella chiesa di San Francesco di Paola (il 26 febbraio e il primo marzo), opening straordinari del Museo Bagatti Valsecchi accompagnati da balletti e performance (il 27 e 28 febbraio) e uno spettacolo di danza futurista a Palazzo Gavazzi (oggi Balossi Restelli). Claudia Buccellati, presidente dell'associazione di via Montenapoleone, ha ribadito che la cultura e il business non sono realtà a se stanti, ma devono aiutarsi reciprocamente, "in una Milano che, ultimamente, è rimasta penalizzata dalle vicende di Malpensa e Linate". A proposito di sinergie, Mario Boselli ha detto che il 3 marzo firmerà al Milano Fashion Center un accordo con l'ente spagnolo paragonabile alla nostra Camera della Moda, in un'ottica di cooperazione internazionale che ha già portato a un'intesa con la Chambre parigina, siglata nel Duemila e rinnovata nel 2005.
a.b.
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