Milano Moda Donna: un primo bilancio del presidente della Camera

"Quanto avvenuto in questa edizione di Milano Moda Donna ha confermato ciò che la Camera Nazionale della Moda Italiana sostiene da anni circa il meccanismo di causa ed effetto fra il posizionamento degli stilisti più rappresentativi lungo tutta la settimana e la permanenza della stampa internazionale in città". Mario Boselli ne è convinto: la decisione di Fendi e Prada di anticipare a giovedì la loro sfilata ha inciso positivamente sulla scelta degli operatori internazionali che, adeguandosi, sono giunti a Milano un giorno prima del previsto (nella foto la sfilata di ieri di Dolce & Gabbana).
Oggi si chiude questo tormentato Milano Moda Donna, che ha visto rappresentate oltre 200 collezioni donna, tra 86 passerelle e 132 appuntamenti moda di altro tipo, con una incredibile concentrazione di fashion show tra venerdì e domenica. “Lo svolgimento della manifestazione - dice ora un comunicato di via Morone - pur con un affollamento di impegni che in qualche caso non ha consentito di vedere adeguatamente le collezioni (si pensi, al di là delle sfilate, alle presentazioni) è avvenuto regolarmente”.
Boselli ha già promesso che a settembre la decurtazione non si ripeterà e si tornerà a sette giorni: stando a quanto scritto ieri dal Sole 24 Ore, sembrerebbe infatti che molte maison abbiano già assicurato il proprio sostegno a Camera Moda per una distribuzione più razionale del calendario della prossima fashion week femminile.
"Superate tutte le polemiche spesso pretestuose e strumentali, resta confermato il ruolo della Camera come primo e più determinato difensore del prêt-à-porter alto italiano” conclude Boselli, ricordando anche l'attività di sensibilizzazione delle istituzioni svolta da Cnmi per ottenere, a favore di tutto il sistema moda, l'ordinanza comunale di deroga al divieto di circolazione per la giornata di ieri.
c.mo.
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