Milano Moda Uomo: Prada in corsia preferenziale, le farfalle di Cavalli e la nappa di Bottega Veneta

Da Bottega Veneta Tomas Maier usa la nappa per catturare l'attenzione: setificata, vellutata, sfrangiata come le bluse degli Indiani d'America. Il leitmotiv della collezione è l'allacciatura nastrata, che collega idealmente la camicia alla blusa, il caban alla maglia incappucciata. Il print fiorato si smorza sotto il cardigan semitrasparente e sui pantaloni doppiati. Altri spunti nelle passerelle di Ermanno Scervino, Ferragamo, Calvin Klein, Daks, Trussardi, Prada, Roberto Cavalli.
Ermanno Scervino stupisce e colpisce con le garze di mohair doppiate in jersey, indossate su T-shirt candide. La sfilata prosegue con un'alchemica alternanza tra stirato e stropicciato, sulle giacche double e sui pantaloni cargo in canvas. Lo stilista rilegge i classici chambray e Oxford per le camicie, realizzate anche in mussola "vissuta". Ai piedi le classiche bicolore in nappa con coda di rondine.
Massimiliano Giornetti da Salvatore Ferragamo intinge la matita nel colore puro, focalizzando lo sguardo sul lime, sull'arancio e sull'indaco, fino ad arrivare a certe colature cromatiche che trasformano le giacche sartoriali in tableau vivant. Invece Italo Zucchelli per Calvin Klein irrigidisce il tessuto con spalmature al nylon, fino a donargli un effetto scuba. Dopo gli abiti, che hanno la consistenza cromatica delle pietre laviche, il print fiorato è inciso su camicie e bermuda da bagno, alternando i contrasti di negativo e positivo.
Il debutto milanese di Daks è nel segno di Beau Brummel, al quale sarebbero piaciuti i panciotti affilati, le fasce da smoking portate perfino sui calzoni corti al ginocchio e la stampa della label che si accentua sull'arancio. Trussardi, con la complicità creativa di Umit Benan, manda in passerella gli ideali compagni di un viaggio in bicicletta con giacche ultra-light, dove la pelle assume la consistenza tattile di un soffio.
Miuccia Prada, dal canto suo, minimizza. Non il suo lavoro che è superlativo, ma l'over-decor delle precedenti collezioni. Così in pedana da Prada passano rigorosi caban, polo-camicie e canotte con bande di colore in contrasto, sia nel sottomanica e sia all'interno dei pantaloni. E proprio la banda (bianca nella maggior parte dei casi) vuol essere come la linea continua sull'asfalto. Un percorso nitido da seguire, che divide la moda in due corsie: da una parte l'in e dall'altra l'out. Attenzione a non sbagliare lato.
Chi non sbaglia è Daniele Cavalli: nella collezione Roberto Cavalli studia le farfalle con la precisione di un entomologo, attingendo ai decori delle ali per sprigionare fascino dalla giacche con disegni radianti. Certe nervature, ricamate a cannottiglie iridescenti, sembrano quasi ipnotiche.
g.d.b.
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