Milano Moda Uomo: dall'India digitalizzata di Etro alla "caverna" di Missoni

Kean Etro turba col turbante. L'uomo mandato in passerella dalla griffe indossa pigiami e tuniche indiane di seta preziosa, ma il print non ha nulla di nostalgico: anzi, ogni grafismo paisley e ogni arabesco è digitalizzato e laminato, quasi a voler attualizzare i racconti de Le mille e una notte. Gli show di Z Zegna, Moschino e Missoni.
Paul Surridge da Z Zegna prende la classica sahariana e la svuota, la ammorbidisce, la sfodera, fino a farla assomigliare a una lunga e fluida camicia. Mentre proprio quest'ultima assume iridescenze rarefatte, ispirate alle opere di Dan Flavin.
Moschino usa i loghi di prodotti di largo consumo e li trasforma in stampe replicate su maglie e completi. La serializzazione cominciata con Andy Warhol e le sue zuppe Campbell conclude il suo percorso sulla scala mobile di un ideale supermercato della moda.
Poi arriva il momento di Alì Babà e i 40 Missoni - tante sono le uscite in passerella -. Il pavimento della location è ricoperto di sabbia ocra e bruciata, a formare lo zig zag della casa di moda, ma i passi dei modelli portano alla luce delle brillanti scaglie verdi, come un tesoro nascosto nel deserto. Dalla "caverna" dietro le quinte escono fiammati da viaggiator cortese, blazer e giacche militari.
g.d.b.
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