Milano Moda Uomo: i buyer esprimono pareri discordanti

Una stagione ancora per certi aspetti di transizione, quella sfilata sulle passerelle milanesi: i buyer esprimono pareri spesso discordanti promuovendo o bocciando, a seconda dei casi, le varie collezioni. In generale è stata comunque apprezzata la qualità dei materiali e delle lavorazioni, all’insegna del vero made in Italy. I budget saranno in media confermati, ma c’è anche chi li aumenterà e chi, al contrario, li diminuirà.
Si sa che la moda maschile non ama grandi stravolgimenti, tanto più in un periodo ancora complesso come l’attuale. Certo, occorre quel giusto tocco di creatività che renda un capo appetibile e non ripetitivo, o all’opposto, eccessivo: facile a dirsi, difficile a farsi.
In questa tornata di fashion show è arduo individuare un comune filo conduttore nelle testimonianze dei buyer: a certi sono piaciute alcune collezioni. Altri si sono invece espressi in modo differente, se non contrastante.
In ogni caso si può affermare che la maggior parte dei compratori ha premiato Dolce & Gabbana per lo show di indiscusso effetto e Gucci per l’eleganza moderna e disinvolta.
Questa volta, tra l’altro, sono stati citati dai retailer marchi come Iceberg ed Etro, che di solito non rientrano tra i top five preferiti.
Non solo, fa un certo effetto sentirsi dire da Eric Jennings, vice president, fashion director menswear di Saks Fifth Avenue che la sfilata migliore è stata quella di Ermenegildo Zegna, che tradizionalmente non “fa” moda. In generale, Jennings si è espresso a favore di Milano Moda Uomo: “Ho trovato sia collezioni creative che servono d’ispirazione, sia quelle commerciali che assicurano un business”. “Inoltre – ha proseguito – dato che i businessmen sono tornati ad acquistare, siamo contenti di avere visto proposte giuste per questo tipo di clientela, che non desidera più l’abito tradizionale, ma declinato in modo moderno e confortevole”.
“È finita l’epoca dell’uomo stropicciato – sottolinea Flaminio Soncini di Tony Boutique a Magenta (Mi) -. Sono tornati infatti i bei tessuti, ‘ammorbiditi’ da trattamenti ricercati che li rendono un po’ vissuti”.
“Alcuni marchi hanno presentato eccessi che avrebbero potuto evitare – commenta invece Federico Giglio dei negozi Giglio a Palermo -. “Le linee da cui invece ci aspettavamo degli eccessi hanno proposto capi portabili e giusti”.
“Torno a Venezia poco soddisfatto e quasi deluso – racconta amareggiato Tommaso D’Ambrosio di La Coupole a Venezia e Padova -. Molte cose proposte in questi giorni sono simili a ciò che abbiamo già in negozio”.
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