Milano Moda Uomo: i buyer promuovono il "bel vestire", ma bocciano la ripetitività

In un periodo critico per l'economia mondiale e della Penisola, le aziende del made in Italy investono su ciò che di meglio sanno fare e per il prossimo inverno scommettono sul "bel vestire", all'insegna della qualità e dell'eccellenza: i buyer, intervistati da fashionmagazine.it, approvano, anche se in certi casi lamentano un po' di ripetitività nelle proposte. I budget sono valutati con grande attenzione.
Che questa stagione non sarebbe stata all'insegna di frizzi e lazzi era scontato. Come alcuni compratori stranieri hanno fatto notare il forte accento su un guardaroba elegante - giocato su abiti, giacche e cappotti, anche se a volte in forma destrutturata - che spesso si rifà ai fasti passati e si traduce in un look rigoroso, in taluni casi austero, riflette l'immagine del Governo Monti e dei provvedimenti presi (tra l'altro, in molti sono stati "scottati" dallo sciopero selvaggio dei taxisti di venerdi scorso).
"Non si può pretendere di più in un momento come questo - commenta Piero Pomposi del multimarca Pomposi a Voghera (Pv) -. Prada, per esempio, ha sfilato una collezione veramente all'insegna del ‘bel vestire' e così pure Dolce & Gabbana, Gucci e Dsquared2 che hanno presentato capi di buon gusto, in linea con il loro dna". "Certo - aggiunge Pomposi - abbiamo visto anche molta ripetitività, ovvero pochi elementi nuovi rispetto allo scorso anno: è comprensibile che adesso non si voglia rischiare troppo, ma se poi il mercato si risveglia come si farà?".
L'aspetto qualitativo, le lavorazioni eccellenti e i materiali preziosi ( che tra l'altro giustificano anche prezzi elevati) sono applauditi dai retailer internazionali, in special modo da quelli americani - soddisfatti in generale i compratori delle grandi insegne di department store come Saks Fifth Avenue e Neiman Marcus -, ma anche dagli orientali: "A Milano possiamo scegliere tra collezioni forti come quella di Roberto Cavalli e quelle all'insegna dell'eleganza moderna come Ermanno Scervino e Brunello Cucinelli: di quest'ultimo, visto il successo che sta avendo, abbiamo aperto di recente un secondo store a Kowloon", commenta David Hong, general manager di The Swank Shop a Hong Kong.
"Io avrei voluto trovare a Milano più creatività e proposte giovani - dichiara invece Alfredo Esteve, titolare dell'omonimo multimarca a Valencia -. A parte Dolce & Gabbana, Gucci e Dsquared2, che comunque non mi hanno fatto impazzire, il resto è stato tutto un po' ‘grigio': dovrò andare a Parigi per cercare altro".
Le interviste ai buyer saranno pubblicate sul numero 1819 di Fashion, interamente tradotto in inglese, in edicola il prossimo 10 febbraio.
e.c.
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