Milano Moda Uomo: i fanta-legionari in vacanza della maison Versace

È il deserto l’ideale location prescelta dalla griffe della Medusa per ambientare il suo stagionale racconto sul menswear, che sceglie volumi comodi, colori sbiancati ed esotiche applicazioni di gusto nordafricano.
E citano proprio i parabolici tracciati delle dune spazzate dal vento, le assolate sterpaglie delle oasi e i polverosi strati di ghiaia arsi e incisi dal sole battente, i tessuti e i colori-vedette (bianco, avorio, kaki e salvia) che animano il nuovo guardaroba maschile immaginato da Donatella Versace. La stilista, pur evocando il mito sempreverde della Legione Straniera, si è ben guardata dall’enfatizzare l’ennesima e scontata rilettura delle uniformi militari delle quali, nelle sue stagionali proposte, si avverte solo qualche vaga suggestione nei kepi blanc rivisitati, nelle giubbe scolorite con ganci messi al posto dei bottoni e in alcune asole a occhiello allungato, che simulano il tracciato degli alamari.
Gli aitanti fanta-legionari (mediterranei e super vitaminizzati) avvistati domenica scorsa sulla pedana del Teatro Versace preferiscono pertanto indossare, al posto delle rigide divise di Gary Cooper in “Beau Geste” e “Morocco”, abiti dai volumi sciolti e importanti, giacche morbide dalle costruzioni alleggerite e pantaloni in controtendenza, dal design dritto e ampio, un intramontabile must della maison.
Qua e là si sono visti anche capi e accessori di gusto Tuareg, quasi dei souvenir di viaggio alla Paul Bowles e alla Pierre Loti, che ispirano un sensuale spirito di rilassata indolenza: caftani con colletti alla coreana e giromanica ampi, djellaba tye-dye, cinture e bracciali in pelle intrecciata e poi nappine frangiate e ricami di passamaneria, che hanno dominato i monocromi completi presentati per la sera.
Non sono mancati, nella parte diurna della collezione, le sahariane di pelle e i trench in lino dall’aria vissuta, che hanno diviso la scena con ariose camicie oversize e pull leggerissimi dai lucidi scolli setificati, che riprendono l’idea delle tuniche marocchine. Presenti ma senza clamori anche gli stampati, un classico della griffe che, dal prossimo 15 luglio, avrà in Gian Giacomo Ferraris il suo nuovo amministratore delegato: riproducono le scaglie dei coccodrilli, i gusci delle tartarughe e le soffuse e confuse luci dei miraggi.
r.m.
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