Milano Moda Uomo: il rilassato neoclassicismo di Giorgio Armani

Nella sua collezione maschile, presentata l'altro ieri, Armani ha ribadito la sua personalissima visione estetica con un convincente saggio antologico, all’insegna dell’eleganza senza tempo e senza costrizioni.
Un messaggio chiaro e rassicurante, quello lanciato sulla passerella di via Bergognone dal settantaseienne designer, che per la prossima primavera/estate ha dato grande risalto ai macro disegni geometrici (righe orizzontali, chevron bicolori e rombi alonati) ripescati e reinventati dal suo rivoluzionario repertorio delle origini. Una scelta, questa, che ha compostamente movimentato gilet, camicie e pullover senza intaccare la disinvolta armonia di una collezione rischiarata da luminose tonalità di grigio asfalto e fango, avana, azzurro cielo e blu majorelle.
L’uso discreto delle righe si è imposto anche in alcuni abiti accessoriati con cravatte microarmaturate e in alcuni modelli di calzature bicolori. Armani ha molto insistito sugli effetti delavati. I quali hanno regalato una donante patina vissuta alle sue più disinvolte proposte formali (abbinate a scarpe stringate con inserti in corda e intrecci stile paglia di Vienna) e ad alcune giacche sfoderate in pelle. Accattivanti sono parse le giacche in maglia super leggera dai curvilinei profili a contrasto e le camicie stampate a micro fantasie o a motivi azulejos. Grande vedette è stato il denim, che lo stilista ha impiegato in versione trattata e leggera oltre che in una serie di cinque tasche dall’immagine pulita e lineare in un impeccabile abito tre pezzi, abbinato a una camicia semitrasparente chiusa fino all’ultimo bottone. Alla conclusione del suo show Armani, apparso ancora sensibilmente provato dalla sua recente malattia, ha scherzato con i giornalisti (preoccupati per la sua salute e incuriositi dai sempre più frequenti rumor su una possibile entrata de L’Oréal nel capitale della griffe milanese) e si è concesso sorridente ai fotografi per il tradizionale scatto in compagnia dei suoi indossatori. Un segnale confortante, a conferma dell’instancabile reattività dello stilista che, dopo tanti anni di carriera, mostra di sapersi ancora appassionare al suo lavoro.
r.m.
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